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03.04.2020
Tema d’Investimento a cura diT.I.E.

Fashion Apparel

Il lusso sostenibile sfida la crisi

Il certificato con Isin NL0014092058 e sottostanti Kering e Adidas emesso da Bnp è uno step down con effetto memoria. Scade nel 2023 ed un eventuale ripresa dei mercati, anche a livelli inferiori rispetto a quelli di partenza, renderebbero queste caratteristiche molto preziose.


Step-Down Cash Collect su WorstOf: Kering, Adidas

ISIN NL0014092058
Premio 2,5 %
Barriera 70 %
Scadenza 06.02.23
Scopri di più

Si è concluso ieri un primo trimestre burrascoso per i mercati mondiali messi fortemente sotto pressione dalla pandemia di coronavirus che, da fine dicembre, agita le borse ed ha cambiato il nostro modo di vivere. Ci auguriamo tutti di tornare presto alle nostre abitudini, ma nel frattempo quali sono le conseguenze per le aziende legate al lusso ed ai consumi ? Ed i prodotti di investimento legati a questa industry che impatto hanno avuto dalla quarantena forzata e quali sono le prospettive ?

Ripensando ad alcuni temi di investimento identificati ad inizio anno abbiamo analizzato la situazione del Phoenix emesso da Bnp all’inizio di febbraio con sottostanti Kering ed Adidas.

Si tratta di due big messe in difficoltà dall’ondata planetaria di contagi. L’obiettivo delle due società nel trimestre che sta per iniziare è quello di riprendere il controllo del timone, raddrizzare la rotta e, nonostante la tempesta,  tornare a performare.

Non sarà facile e lo si capisce guardando alla Cina, che fa da spartiacque e sta cercando di mostrare al resto del mondo come far partire gli ingranaggi della macchina produttiva uscendo da questa difficile battaglia.

Per il Paese del dragone che per primo sta uscendo dall’emergenza è attesa una ripresa lenta e graduale sul fronte degli acquisti di beni di consumo, specialmente per quelli non di primaria necessità, su cui la popolazione cinese vantava il primato mondiale in termini di fatturato. Secondo le stime di Altagamma-Bain, nel 2019 in Cina il mercato domestico del lusso era cresciuto del 30% yoy (il triplo rispetto al resto dell’Asia), arrivando a toccare i 30 miliardi di euro. Ma nei primi due trimestri del 2020 le previsioni degli analisti sono di un forte calo.

Kering ed Adidas sono marchi globali e la preoccupazione monta se si guarda alle previsioni sul GDP mondiale di JP Morgan, recentemente aggiornate a -1,1% nel 2020 con cali intorno al 3% per l’Eurozona ed al 2% per US.

Proprio in questi contesti di mercato, soluzioni di investimento più articolate e con logica temporale di medio periodo, come i certificati di investimento, hanno rappresentato e rappresentano delle interessanti alternative per la costruzione di un portafoglio.

Rimandando al precedente articolo pubblicato in sede di presentazione del prodotto che metteva in evidenza il “razionale” dello Step Down Cash Collect su Kering ed Adidas, soffermiamoci ad esaminare lo stato dell’arte attuale di questo certificato.

Il prodotto quotando a 75,5 sta performando leggermente meglio della media dei due sottostanti pari al -27% (dati al momento della scrittura). La prossima data rilevante sarà il 5 maggio, data di valutazione per il pagamento della cedola trimestrale del 2,5% (il rendimento annuo è pari al 10% al lordo delle imposte). Il pagamento delle cedole è condizionato alla tenuta della barriera posta al 30% sotto i prezzi iniziali. Attualmente Kering (451 eu) quota l’11% circa sopra la barriera mentre Adidas (198 eu) leggermente sotto (-2% circa). La prossima cedola è quindi in forse. A questo proposito occorre però ricordare l’effetto memoria del prodotto, che consente di recuperare tutte le cedole eventualmente non pagate se i due sottostanti tornano entrambi sopra il livello barriera.

Si tratta di una importante differenza, da sottolineare soprattutto nel caso alcune aziende dovessero cancellare o sospendere, come fatto da moltissime banche, il pagamento dei dividendi. Investendo sui singoli titoli, in caso di cancellazione, si perderebbe il dividendo. Il certificato invece, grazie all’effetto memoria, ci dà la possibilità, non la certezza, di recuperare tutte le cedole.

Ovviamente non sappiamo e non vogliamo entrare nel merito della future performace dei due sottostanti. Quello che possiamo fare però per arricchire il bagaglio informativo all’investitore sono altre 2 cose: esaminare il consenso aggiornato degli analisti sul mercato ed esaminare le modalità di rimborso del Certificato che, ricordiamo, è uno Step Down.

Per quanto riguarda il consenso degli analisti, rispetto alla data di lancio del prodotto, su Kering le raccomandazioni positive degli analisti sono passate da 25 a 22, i neutral da 5 a 7 ed i sell sono rimasti 2. Per Adidas i buy sono passati da 14 a 18, i neutral da 24 a 21 ed i sell 4 da a 3. Per Adidas quindi, il titolo più cruciale da monitorare, la caduta del prezzo  e l’aggiornamento delle stime degli analisti hanno portato ad un miglioramento del consenso.

Ricordiamo infine la caratteristica “Step Down” del certificato che prevede l’abbassamento della soglia per il ritiro anticipato. La valutazione viene effettuata trimestralmente il 5 dei mesi di febbraio, maggio, agosto e novembre. In particolare fino alla valutazione di maggio 2021 il livello di rimborso anticipato è pari al prezzo iniziale dei due titoli. Entrambi devono quindi registrare un prezzo uguale o maggiore del prezzo iniziale (573 eu Kering e 290 eu Adidas). Per le quattro osservazioni successive poi il livello di rimborso si abbassa al 90% del livello iniziale e per le ulteriori 4 successive all’80%.

Questa caratteristica, non di poco conto, consente di agevolare il recupero dell’intero capitale investito oltre all’incasso di tutte le cedole anche se i titoli fossero a livelli inferiori rispettivamente del 10% e del 20% dal livello iniziale. Una bella differenza rispetto all’ investimento diretto nei due sottostanti.

Se ad esempio il 5 agosto 2022 Kering registrasse un prezzo di 487 eu per azione, pari al 15% in meno rispetto al prezzo iniziale di lancio del Certificato, ed Adidas analogamente di 198 eu, aver acquistato il certificato ci consentirebbe di chiudere anticipatamente l’investimento incassando tutto il capitale ed avendo percepito 10 cedole, indipendentemente dall’andamento dei titoli nel frattempo, pari al 25% del capitale investito in due anni e mezzo.

Certamente non sappiamo come andranno i mercati da oggi al 6 febbraio 2023, data di scadenza naturale del prodotto.

In particolare, e questo è lo scenario negativo, se alla scadenza del prodotto i prezzi dei due sottostanti fossero ancora inferiori al 70% del valore iniziale, l’investitore perderebbe un importo commisurato alla performance del peggiore dei due titoli meno le eventuali cedole percepite nel durante.

A fronte della certezza di un 2020 di estrema difficoltà e di un 2021 difficile da immaginare, considerando la natura della crisi, ricordiamo però che il certificato scade nel 2023.  Un’eventuale  ripresa dei mercati, anche a livelli inferiori rispetto a quelli di partenza, renderebbero effetto memoria e step down molto molto preziosi.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala che va da 1 a 7. L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti. La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

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