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20.02.2020
Tema d’Investimento a cura diT.I.E.

Bancario

Duemilaventi, M&A sotto la guida della Bce

Il 2020 sarà l’anno del risiko bancario europeo. A sostenerlo è la Bce che sta studiando una serie di manovre per ridurre gli ostacoli alle fusioni cross border. E il mercato sembra crederci. Ancora nulla di concreto è emerso.


Step-Down Cash Collect su worst of: SOCIETE GENERALE, UNICREDIT

ISIN NL0014092082
Premio 3,15 %
Barriera 70 %
Scadenza 06.02.23
Scopri di più

Stando al sentiment degli analisti sarebbero Unicredit e Société Générale le indiziate per compiere il primo passo. I due istituti di credito avrebbero tutti i numeri per unire le forze e aprire una nuova era del settore bancario europeo.

Per il momento si tratta solamente di speculazioni miste a voci riprese dai giornali, ma la fusione tra il gruppo transalpino e la Banca di Piazza Gae Aulenti sarebbe industrialmente interessante. Il team di Bloomberg Intelligence scrive che "un M&A fra Société Générale e Unicredit avrebbe un forte senso dal punto di vista strategico".

Unire le forze potrebbe essere la scelta giusta per evitare di essere inghiottiti da un settore che si destreggia tra tassi di interesse bassissimi, restrizioni su mutui e prestiti, criptovalute e conti correnti online.

L’ad, Jean Pierre Mustier, ha sempre smentito un interesse su SocGen. Ma lo scenario potrebbe presto cambiare. A favorire l’avvicinarsi l’uno all’altro ci sono le ultime decisioni del SSM. Il Single Supervisory Mechanism (meccanismo di vigilanza unico europeo) ha già confermato l’intenzione di rimuovere alcuni ostacoli regolamentari che hanno impedito le fusioni tra banche di diversi Paesi.

“La vigilanza bancaria della Bce sta prendendo in considerazione una serie di opzioni, tra cui il potenziamento del possibile ruolo degli accordi di sostegno per le controllate nei piani di recupero di un gruppo bancario” ha dichiarato Andrea Enria, presidente del consiglio di sorveglianza della BCE.

Il riferimento è a tutti quegli ostacoli di natura regolamentare, come quelli riguardanti il trasferimento di liquidità transfrontaliero che hanno portato gli istituti di credito ad abbandonare i progetti di fusione.

Intanto la scorsa settimana le due società hanno superato l’atteso appuntamento con i conti 2019.

La francese Société Générale ha registrato un utile netto per l’intero 2019 di 3,2 miliardi di euro al di sopra delle aspettative di mercato. I ricavi hanno raggiunto quota 6,2 miliardi di euro nel trimestre, rispetto ai 5,9 miliardi di euro registrati nel quarto trimestre del 2018. La società ha aperto, inoltre, alla possibilità di buyback sulle azioni, aggiungendo che la redditività raggiungerà livelli maggiori nell’anno in corso. Il CET 1 ratio si è attestato al 12,7% per l’anno appena concluso, in salita dal 10,9% del 2018. Confermato l’outlook 2020 positivo.

Dal canto suo, Unicredit ha archiviato il 2019 con risultati di bilancio migliori delle attese annunciando un dividendo 2020 in linea con le previsioni. La distribuzione di capitale (tramite cedole o buyback), ha spiegato il ceo Jean Pierre Mustier, dovrebbe inoltre aumentare dal 40% al 50% nell’arco del piano Team 23 presentato lo scorso dicembre. La banca di Piazza Gae Aulenti ha registrato ricavi pari a 18,8 miliardi di euro, al di sopra della guidance di 18,7 miliardi.

Inoltre, UniCredit reduce di una forte razionalizzazione, dalla cessione di Bank of Pekao, della partecipazione in Fineco e Mediobanca, nei giorni scorsi ha completato con successo il collocamento di una quota del 12% detenuta nella banca turca Yapi Kredi.

Ridefinito il perimetro industriale e ripulito a fondo il bilancio, gli analisti credono che Unicredit potrebbe trovare lo spazio per guardare in direzione della Francia.

Per giocarsi il risiko di settore è interessante il certificate Phoenix Worst of emesso da Bnp Paribas con sottostanti Unicredit e Société Générale ad Isin NL0014092082.

 

Funzionamento del certificate

Da maggio il certificate stacca premi condizionati trimestrali pari allo 3,15% (12,6% annuo al lordo delle imposte) se Unicredit e SocGen non perderanno oltre il 30% dal livello iniziale. Il prodotto scadrà tra tre anni ma offre la possibilità di rimborso anticipato da agosto se i due sottostanti quoteranno sopra al prezzo di riferimento iniziale: Unicredit 12,832 euro -Société Générale 30,29 euro. Il certificate incorpora l'opzione step down grazie alla quale con il passare del tempo il livello di rimborso anticipato cala.

Di seguito il grafico che mostra l’andamento dei due titoli dal 2013 ad oggi.

              Fonte: Bloomberg


Premi condizionati trimestrali

Il certificate stacca premi trimestrali dello 3,15%, (pari ad un massimo del 12,6% annuo al lordo delle imposte) se, ad ogni data di valutazione, tutti e due i sottostanti si trovano sopra al livello di barriera, senza cioè registrare una perdita superiore al 30% dal livello iniziale. La barriera per i pagamenti dei premi è: Unicredit 8,9824 euro - Société Générale 21,2030 euro.

Qualora i sottostanti si trovassero al di sotto della barriera del 70%, non sarà pagato nessun premio per quel mese. Il premio non sarà però perso se entrerà in gioco l’effetto memoria.

Effetto memoria

Il certificate gode dell’Effetto Memoria che permette di recuperare tutti i premi trimestrali non distribuiti in precedenza. In particolare, se i sottostanti si sono trovati sotto la barriera a una delle date di valutazione, il premio di quel trimestre non è perso. In caso di recupero dei sottostanti sopra ai livelli di barriera (a una delle date di valutazione successive) scatta l’effetto memoria che consente di ricevere gli eventuali premi non distribuiti precedentemente oltre a quello del trimestre in corso.

Rimborso anticipato (a partire da agosto 2020)

Il certificate gode della possibilità del rimborso anticipato che scatterà a partire da agosto 2020.

Se tutti e due i sottostanti, alla data di valutazione trimestrale, quoteranno sopra al livello iniziale, l’investitore riceverà 100 euro per ogni certificato oltre a tutti i premi trimestrali eventualmente non distribuiti.

Qui di seguito i livelli di rimborso anticipato, sono discendenti del 10% dal livello iniziale, ogni anno a partire dal sesto mese (effetto step down).

Da agosto 2020 a maggio 2021: 100% - (Date di valutazione 5 agosto 2020, 5 novembre 2020, 5 febbraio 2021, 5 maggio 2021)

Da agosto 2021 a maggio 2022: 90% - (Date di valutazione 5 agosto 2021, 5 novembre 2021, 7 febbraio 2022, 5 maggio 2022)

Da agosto 2022 a novembre 2022: 80% - (Date di valutazione 5 agosto 2022, 7 novembre 2022)

Qualora si verifichi il rimborso anticipato del prodotto, i premi successivi non verranno pagati. In caso contrario, il prodotto continua a quotare con le stesse caratteristiche.

Rimborso a scadenza

Se alla data di valutazione finale nel febbraio del 2023, tutti e due i sottostanti quoteranno a un livello superiore o uguale al 70% del livello iniziale, l’investitore riceverà 100 euro euro più l’ultimo premio più i premi non pagati precedentemente. La barriera per il capitale è: Unicredit 8,9824 euro - Société Générale 21,2030 euro

Se, invece, anche uno solo dei sottostanti si troverà sotto alla barriera, l’investitore riceverà 100 euro meno la performance del peggior titolo del paniere. Se ad esempio Unicredit avesse perso poco più del 40%, allora il nostro certificate verrebbe ritirato a poco meno di 60 euro. Se anche solo uno dei sottostanti dovesse andare a zero, il certificate si azzererebbe.


Mettiamo sotto la lente ogni singolo titolo:

Unicredit: siamo ottimisti sul sottostante dopo un profondo piano di focalizzazione sul core business. Ci aspettiamo ulteriori tagli costi ma non chiudiamo la porta a possibili M&A a livello europeo. Con una capitalizzazione pari a 30,972 miliardi di euro gli analisti censiti da Bloomberg riportano 24 raccomandazioni di acquisto, 4 consigli di tenere il titolo in portafoglio e nessuna raccomandazione di vendita con un prezzo obiettivo pari a 16,08 euro.

Société Générale: uno dei principali gruppi finanziari europei, è presente in Italia dal 1967 dove offre consulenza e servizi a privati, aziende e clienti istituzionali. E’ la nona banca nella classifica per capitalizzazione (26,002 miliardi di euro) dei gruppi bancari della zona Euro. Gli analisti censiti da Bloomberg riportano 8 raccomandazioni di acquisto, 14 consigli di tenere il titolo in portafoglio e 5 raccomandazioni di vendita con un prezzo obiettivo pari a 31,68 euro.




Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su un scala da 1 a 7. L’investitore è esposto anche al rischio default dell’emittente e alla perdita totale del capitale investito, in caso di azzeramento del valore di uno dei sottostanti. La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti. Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

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