Aumento delle tasse, costo della vita, pensioni basse, precarietà del lavoro. Tutto questo fa paura agli italiani, tanto che più della metà affronta il proprio futuro dal punto di vista dei risparmi in modo negativo. Con questo approccio, i risparmiatori cercano forme di copertura, tra cui spicca il fondo pensione, ma non solo. Ecco quelle più gettonate.

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Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, il 54% degli intervistati ha uno sguardo negativo sul proprio tenore di vita, contro il 46% che nonostante tutto affrontano il futuro con moderato ottimismo. Guardando più nel dettaglio, se il 31% prevede di mantenere l’attuale tenore di vita nel prossimo futuro, una buona parte degli italiani si riconosce tra quel 28% di intervistati che ammette di vedere nel proprio futuro minori disponibilità economiche. Il 15% pensa che avrà disponibilità economiche superiori rispetto a quelle attuali, dato che cresce al 23% nei giovani tra i 18 e i 30 anni. Un 16% ha risposto di vivere nell’incertezza mentre un 10% si dichiara pessimista e teme che le proprie disponibilità economiche saranno inferiori a quelle attuali.

Uno dei fattori che preoccupano di più in questo momento è la pensione. Se al primo posto nei pensieri degli italiani si trovano i fattori fiscali ed economici, come ad esempio l’aumento del costo della vita o delle tasse (39%), subito al secondo posto con il 38% si trova proprio la prospettiva di una pensione bassa, seguito con il 35% dalla precarietà del lavoro, dato che, come facilmente intuibile, raggiunge il 50% tra i giovani.

In che modo, secondo gli intervistati, ci si può garantire un futuro migliore? Una buona fetta di italiani vede di buon occhio l’utilizzo delle forme di pagamento rateali, sia perché consentono di acquistare con calma (26%), sia perché permettono di gestire meglio il bilancio familiare (21%). C’è chi invece è più propenso alla sottoscrizione di diverse forme di risparmio o previdenza, tra cui spicca il fondo pensione, preferito dal 35% degli intervistati. Seguono a pari merito con il 22% i prodotti assicurativi di investimento, specie quelli collegati a gestioni separate, gli investimenti sul mercato finanziario per il 19% e l’acquisto di immobili per il 15%.



Fonte: Finanza.com

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