Le trattative con Prelios puntano a un accordo che possa ridurre ulteriormente gli NPL di Intesa SanPaolo. Parola di CarloMessina, numero uno della banca italiana che, in un'intervista al Financial Times,  ha affermato che Intesa SanPaolo ha in mente "un target chiaro" per velocizzare la riduzione dei crediti UTP, ovvero crediti cosiddetti 'unlikely to pay', senza imporre un costo ai suoi azionisti.

A tal proposito il Financial Times ha ricordato che, alla fine del 2017, il bilancio della banca italiana era ingolfato da NPL, su base netta, pari a 25,5 miliardi di euro, divisi in modo quasi equo tra bad loans e UTP. Negli ultimi due anni, l'istituto ha più che dimezzato il carico dei bad loans, ragion per cui il prossimo passo logico è concentrarsi sugli UTP. Le trattative Prelios vanno in tal senso.

Parlando della strategia di Intesa, Messina ha aggiunto, che è improbabile che la banca - tra le principali in Europa in termini di valore di mercato - partecipi al risiko bancario che si sta delineando in Europa.

"Non credo che Intesa SanPaolo parteciperà al consolidamento europeo - ha detto all'FT, facendo riferimento a un'analisi condotta dallo stesso istituto, secondo cui un deal di M&A transnazionale apporterebbe "sinergie davvero molto limitate".

La strategia di Intesa sembra così destinata a essere molto diversa da quella di UniCredit che, secondo indiscrezioni recenti, punterebbe a un accordo con la tedesca Commerzbank (a sua volta in trattative per una fusione con Deutsche Bank, per creare un campione nazionale tedesco) o con la francese Société Générale".

Messina non ha mancato di strigliare la Bce, accusando la Banca centrale europea per quei target stabiliti sugli NPL che sono stati, a suo avviso, "un errore, da un punto di vista sociale".

Sociale è stata una parola proferita più volte dal manager di Intesa SanPaolo, banca che ha aumentato tra l'altro le donazioni per combattere la povertà, lanciando diverse iniziative sociali.

D'altronde, ha ricordato Messina al Financial Times, i numeri ufficiali mostrano che il numero degli italiani che vivono in condizioni di assoluta povertà è salito al 7% della popolazione. Questo significa che il governo M5S-Lega ha avuto ragione a "dare priorità alla situazione sociale in cui versa il paese".

Insomma:

"La vera priorità è che abbiamo bisogno di investire in questi problemi sociali, altrimenti, non avremo un futuro".



Fonte: Finanza.com

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