Telecom Italia supera la prova dei conti. I risultati finanziari dei primi tre mesi dell'anno del gruppo sono scesi, ma sono stati migliori delle attese in termini di utili. E così il 2019 è iniziato con i ricavi che hanno mostrato una flessione del 4,6% a 4,47 miliardi (-2,9% a livello organico) e con un margine operativo lordo (Ebitda) a 1,8 miliardi (-2,1% a livello organico), ma in deciso miglioramento rispetto al -9,9% registrato nell’ultimo trimestre 2018 e non in contrazione del 5% come emergeva dalle stime di consensus pubblicate sul sito di Tim. L’utile netto attribuibile ai soci della controllante si è attestato a 165 milioni. La società precisa in una nota che il dato comparabile – calcolato escludendo l’effetto derivante dall’adozione degli IFRS 16 - è di 193 milioni, sostanzialmente in linea con l’anno precedente (199 milioni). Quanto all'indebitamento finanziario netto rettificato si è attestato a 28,583 miliardi al 31 marzo 2019, "e recepisce in particolare - spiega Telecom nel comunicato - l’incremento di 3,553 miliardi derivante dall’applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16 (Leasing) dal primo gennaio 2019: non si rilevano più i canoni di locazione fra i costi per acquisti di beni e servizi ma deve essere rilevata nella situazione patrimoniale – finanziaria una passività di natura finanziaria rappresentata dal valore attuale dei canoni futuri". Il dato contabile iscritto in bilancio è pari a 29,293 miliardi. Con i criteri contabili precedenti l’indebitamento netto rettificato sarebbe stato pari a 25,08 miliardi, in riduzione di 190 milioni rispetto a fine 2018.

Fonte: Finanza.com

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