Piazza Affari paga dazio nella penultima seduta settimanale. Il Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,12% a 20.136 punti, sui minimi a 3 mesi. Il nervosismo dei mercati è dettato principalmente dalle tensioni sul fronte trade war che rischia di trasformarsi in guerra tecnologica. La britannica chip ARM è stata l'ultima a sospendere i legami con la rete e il produttore di telefoni Huawei, unendosi a un elenco di aziende che si stanno conformando a un blocco statunitense verso l'impresa cinese. Il Fmi rimarca come l'ultima escalation della guerra commerciale potrebbe intaccare in modo significativo il sentimento dei mercati finanziari e delle imprese. In Europa intanto deboli sono state le indicazioni da Pmi manifatturiero Germania e Ifo, alimentando i timori di un 2019 molto difficile per tutta la congiuntura continentale. Sul Ftse Mib spiccano i cali di STM (-5,67%) complice proprio l’escalation delle tensioni legate al caso Huawei. Molto male anche Unipol scesa di quasi il 4%. Quasi -3% per Telecom Italia che chiusure sui nuovi minimi storici. Le fitte vendite sul petrolio – con oltre -5% per il Wti in area 58 dollari al barile – hanno affossato il settore oil: : -3,45% Eni sotto la soglia dei 14 euro, -4,23% Tenaris e oltre -5% Saipem sotto i 4 euro. Le vendite sul petrolio erano già iniziate ieri dopo che le scorte di petrolio Usa avevano segnato un balzo di 4,74 milioni di barili, contro le stime previste a -1,4 milioni. Dati che alimentano le preoccupazioni su un rallentamento della domanda. In generale il petrolio paga anche i timori sulla crescita in caso di ulteriore esclation della guerra commerciale tra Usa e Cina. Unico segno più per Italgas (+0,07%).

Fonte: Finanza.com

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