L’operazione di fusione tra Fca e Renault sembra tutt’altro che sfumata. Prima le parole del presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, poi la presa di posizione di Bruno Le Maire. Tutti segnali che avallano una riapertura dei negoziati con Fca.

“I colloqui potrebbero riprendere dopo il ripristino della fiducia con Nissan”, ha detto Bruno Le Maire, ministro delle finanze francese che ritiene la fusione Renault-Fiat una “interessante opportunità”. Anche il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, crede ancora in un deal con Fca. “Il progetto resta nella mia mente come un tema assolutamente notevole ed eccezionale, c’era una reale potenziale di successo”, ha dichiarato il presidente di Renault, nel corso dell’assemblea del gruppo transalpino che si è tenuta lo scorso 12 giugno.

Tutti segnali che scaldano i motori per nuove trattative che sarebbero pronte a ripartire ma ci sarebbero almeno due importanti ostacoli da superare. Il 6 giugno Fca ha ritirato la proposta di fusione con Renault parlando di “questioni politiche” a ostacolare l’intesa. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Bloomberg, per una ripresa dei colloqui con il gruppo italo-americano, lo Stato francese sarebbe pronto alla riduzione della sua partecipazione in Renault (azionista con il 15%), in cambio dell’impegno di Fca nel tutelare i posti di lavoro e gli stabilimenti industriali francesi.

L’altro nodo cruciale è la questione Nissan. Per Renault e la Francia riparare il rapporto con il partner di lunga data Nissan avrà la priorità rispetto a un possibile accordo con Fca. Proprio lo stato francese, in particolare, considera cruciale per il successo di una combinazione Fca-Renault il sostegno esplicito della casa automobilistica giapponese.

Per gli analisti “snodo importante l’assemblea di Nissan”

Qualcosa si starebbe già muovendo e secondo alcune fonti riportate sabato mattina da Il Sole 24 Ore, ci sarebbe la volontà da parte dei due gruppi di riaprire il tavolo negoziale in tempi rapidi. Venerdì Mike Manley, ceo di Fca, sarebbe volato a Parigi per incontrare esponenti di Renault, mentre John Elkann, in questa prima fase, avrebbe deciso di non esporsi direttamente.

Lo schema dell’accordo, riporta il maggiore quotidiano finanziario, sarebbe lo stesso di quello congelato una settimana con qualche modifica rispetto all’impianto iniziale. Il tavolo sarebbe comunque circoscritto a Renault e Fca, e non sarebbe contemplato in questo primo step un coinvolgimento di Nissan. I tempi sarebbero stretti con uno schema già condiviso nelle sue grandi linee e che ha già recepito i desiderata delle due case automobilistiche.

Altre fonti invece riportano che questa volta l’accordo potrebbe essere in forma più allargata comprendendo anche il partner Nissan, ipotesi rispetto alla quale si saprà probabilmente di più il 25 giugno, quando si riunirà l’assemblea degli azionisti del gruppo giapponese.

Gli analisti di Equita sottolineano che in quell’occasione “i soci di Nissan dovranno confermare l'attuale ceo Hiroko Saikawa, ma la conferma non è scontata. Un eventuale rinnovo al timone di Nissan potrebbe cambiare lo scenario futuro. Siamo convinti che sia Fca che Nissan apprezzerebbero una riduzione dell’influenza o della partecipazione dello Stato francese in Renault; sembra che il governo francese sia disposto a fare questo passo per facilitare la creazione dell'alleanza Fca-Renault e, allo stesso tempo, mantenere a bordo Nissan” precisa Equita.

“La notizia è positiva e non scontata al 100%” per gli analisti che hanno un giudizio accumulate su Fca con target price 15,80 euro. “Il nostro attuale prezzo obiettivo incorpora una componente di 1,1 euro in connessione con l'esito positivo dei colloqui con Renault, ipotizzando una probabilità del 30% di successo” ricordano gli esperti.

Anche per Equita l’assemblea degli azionisti di Nissan avrà un ruolo determinate per il dossier Fca-Renault. “Noi riteniamo che una nuova trattativa sia possibile, ma uno snodo importante è l’assemblea degli azionisti di Nissan del 25 giugno in cui verrà votata la conferma del ceo Saikawa, il nuovo presidente (che sostituirà Ghosn) e la nuova governance, già terreno di scontro tra Nissan e Renault” sottolineano gli analisti della sim che hanno rating buy e target price a 14,5 euro.

Analisi tecnica: titolo prepara l’attacco a una zona di resistenza importante

Fase delicata dal punto di vista grafico per Fca. Dopo il gap down del 20 maggio (dovuto allo stacco dividendo straordinario per la cessione di Magneti Marelli), il titolo della casa automobilistica è riuscito a rompere con volatilità la fascia di resistenza chiave collocata tra il ritracciamento di Fibonacci del 50% di tutto l’up trend avviato a luglio 2016 a 12,53 euro e 12,29 euro. Dinamica naturalmente legata alla notizia della proposta di fusione paritetica inviata a Renault, che ha permesso a Fca di recuperare i 12,29 euro. L'euforia è durata però molto poco, con il titolo che è tornato al ribasso arrivando a toccare il minimo relativo a 11,15 euro lo scorso 6 giugno, giorno in cui Fca ha ritirato la proposta di merger con Renault. Ora il titolo si è riportato sul supporto dei 12,3 euro, sulla speranza di un riavvicinamento con il gruppo francese.

In tale scenario, il superamento della fascia di prezzo tra 12,3 e 12,5 euro sarebbe il primo segnale positivo con target di breve in area 14 euro, dove risiede anche la media mobile 200 periodi. Al ribasso, invece, la rottura del ritracciamento del 61,8% di Fibonacci a 10,72 euro darebbe un segnale molto negativo con ritorni verso 10 e 9 euro. 

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Fonte: Finanza.com

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