Banca 5, la banca di prossimità di Intesa Sanpaolo focalizzata sull’instant banking, è la prima banca italiana ad operare in qualità di Third Party Provider (TPP) sulla piattaforma di open banking CBI Globe (Global Open Banking Ecosystem) a cui è già collegato l’80% delle banche italiane. La soluzione, in linea con la direttiva PSD2, consente ai clienti e partner di usufruire di nuove funzionalità a vantaggio dell’operatività e dell’innovazione digitale da mettere a disposizione tramite i canali digitali e fisici e la rete dei tabaccai convenzionati, offerti da Banca 5. L’integrazione come TPP consentirà, nel dettaglio, ai clienti di Banca 5 di aggregare informazioni e disporre operazioni favorendo, al contempo, lo sviluppo di nuove forme di partnership anche con le società del comparto Fintech. Il Consorzio CBI attraverso CBI Globe ha creato una piattaforma collaborativa in grado di semplificare, anche a livello internazionale, le attività di adeguamento delle imprese bancarie alla direttiva comunitaria PSD2, consentendo l’interconnessione tra le banche e le “Terze Parti” tramite API (Application Program Interface). Tutti gli aderenti potranno rendere più semplice ed efficiente la gestione dei conti correnti online da parte della clientela offrendo loro servizi sia informativi che dispositivi, sfruttando al contempo le opportunità di business abilitate dalla stessa PSD2. Tra le cosiddette Terze Parti partner di Banca 5 si annoverano, in particolare, le realtà del comparto Fintech ossia le start up che offrono servizi finanziari attraverso canali digitali. In questo ambito, Banca 5 lavora già da alcuni mesi con Oval Money – una app per la gestione del risparmio personale – e Yolo – realtà attiva in ambito on demand insurance. L’omogeneità di dialogo e l’elevata interoperabilità garantite da CBI Globe agevoleranno ulteriormente lo sviluppo di servizi innovativi destinati agli utenti finali attraverso, appunto, l’integrazione dei prodotti offerti dalle realtà più innovative di questo comparto dei servizi finanziari. “La diffusione dei nuovi modelli di open banking vedrà molto presto un cliente libero di usufruire di servizi finanziari tramite terze parti, potenzialmente le banche stesse, avendo accesso alle informazioni e disponendo transazioni di pagamento su conti correnti attivi presso le proprie banche di riferimento – commenta Salvatore Borgese, Chief Business Officer di Banca 5 – . L’idea nasce da un radicale programma di trasformazione che va oltre la gestione del network fisico. Ci definiamo una open proximity bank perché da sempre distribuiamo ed eroghiamo servizi per terze parti e potenzieremo questo approccio con l’avvio della PSD2, facilitando collaborazione e sinergia tra banche e fintech”.

Fonte: Finanza.com

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