L’epidemia di coronavirus si abbatte sui mercati e sul settore oil in particolare con l’Agenzia internazionale dell'energia (Aie) che ha ridotto le previsioni di crescita della domanda globale di petrolio per il 2020 del 30%, a 825.000 bbl/gg, il livello più basso dal 2011.

Aie taglia domanda mondiale di greggio

Secondo l’Agenzia in particolare il coronavirus e la sospensione di buona parte dell’economia cinese hanno duramente colpito la domanda mondiale di greggio che dovrebbe contrarsi nel primo trimestre del 2020 di 435.000 bbl/gg, il primo calo trimestrale in più di un decennio. Come ricordano gli analisti di Equita, il rischio rappresentato dalla crisi del coronavirus ha spinto i paesi dell’OPEC + a considerare un ulteriore taglio alla produzione di petrolio tra 0.5 e 1 mn bbl/gg come misura di emergenza in aggiunta agli 1,7 mn bbl/gg di tagli già siglati a dicembre scorso e in funzione da gennaio. Il taglio delle stime di crescita della domanda da parte della IEA, continuano, sono allineate con le indicazioni di BP in sede di risultati e con quanto il mercato stava già scontando.

“Il settore Oil & Gas, dopo la debole performance nel 2019 e YTD (STOXX O&G -5.4% da inizio anno e -8.8% rispetto allo STOXX600), tratta ora con uno sconto del 25% (P/E) rispetto all’indice STOXX600, lo sconto più ampio in 10 anni, guidato in parte dai flussi in uscita dal settore per le tematiche ESG”. “Riteniamo che il nuovo piano strategico che sarà presentato nel 2020 dalle società integrate con maggiore focus sulla sostenibilità e la transizione energetica contribuirà a ridurre lo sconto nel corso dell’anno. Repsol e BP hanno già preannunciato un target di riduzione a zero delle emissioni GHG al 2050. Titoli preferiti: ENI, Repsol e GALP, tra le società integrate, SPM nei servizi e SRS nel downstream” concludono.

E’ sicuramente presto per archiviare l’emergenza coronavirus e le stime sull’impatto che il rallenta­mento dell’economia cinese avrà sul Pil globale cambiano di giorno in giorno, ma non sarà certa­mente trascurabile. Così Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR secondo cui prevedere un recupero degli ordinativi di petrolio nel breve rappresen­terebbe un grosso azzardo. Nell’ultima settimana il numero di nuovi contagi su base giornaliera si è stabilizzato e non sono stati riportati casi in nuovi paesi (al momento sono 24 quelli che hanno alme­no un malato conclamato), segno che il cordone sanitario internazionale sta funzionando. Il mercato però si muove sulle aspettative e ai livelli di prezzo attuali, basta un miglioramento anche marginale per ave­re forti impatti sul mercato.



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