Non preoccupano i dati sul lavoro Usa

05/07/2021 · Prodotto da T-Mediahouse

Prosegue l’andamento positivo dei principali indici globali, con gli investitori che non sembrano preoccupati dall’aumento di casi di Covid-19 causati dalla variante Delta. In particolare, la rapida diffusione di questa variante di coronavirus ha costretto diversi paesi, dal Portogallo all’Australia, da Israele alla Thailandia, a rafforzare ulteriormente le restrizioni sanitarie. Gli indici europei hanno iniziato il secondo semestre con segno più, sostenuti dalla fiducia nel miglioramento dell’economia e nell’andamento del settore petrolifero. Euforia anche a Wall Street dove l’S&P 500 ha stabilito un nuovo record di chiusura per la sesta sessione consecutiva. Nuovo record anche per il Nasdaq 100 grazie alla crescita dei principali titoli “tech” favorito dal calo dei rendimenti obbligazionari. Dagli ultimi dati sul mercato del lavoro americano è emerso che continua a rafforzarsi, ma senza alimentare troppo il taper tantrum, ovvero la paura, tra gli investitori, che la Fed stacchi la spina del Qe e alzi i tassi prima del previsto e prima di quanto emerso dal dot plot della sua ultima riunione. Nel mese di giugno l’economia degli Stati Uniti ha creato 850.000 nuovi posti di lavoro, ben oltre le attese (706.000 unità) dopo il rialzo di 559.000 di maggio.
Il tasso di disoccupazione è invece salito a giugno al 5,9%, deludendo le attese degli analisti che prevedevano invece un calo al 5,6%. Questa settimana inizierà con l’assenza di oggi degli operatori Usa per la celebrazione del giorno dell’indipendenza e terminerà con il G20 nel quale sarà discusso il tema della tassa minima globale. In programma anche la fiducia degli analisti e investitori tedeschi (Zew) e le nuove stime economiche della Commissione Europea. Negli USA focus sull’ISM servizi atteso restare in prossimità dei valori record (massimi dal 1997). 
Sul fronte Banche centrali, da monitorare i verbali Fed dell’ultima riunione di giugno, dalla quale sono emerse a sorpresa stime meno accomodanti sul lato tassi Fed Fund per i prossimi anni.

 

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