Market timing: La crisi energetica innescata dalla ripresa post-covid

22/11/2021 · Prodotto da T-Mediahouse

Un tema attualmente molto discusso è quello dell’energia. La ripresa dell’economia mondiale dovuta alle campagne vaccinali contro il coronavirus ha provocato delle crisi energetiche in diversi paesi come Italia, Regno Unito, Germania, Cina, India e molti altri. Queste crisi sono collegate alla ripresa della domanda di carbone, petrolio e gas naturale dopo il calo dovuto alla pandemia da Covid-19, che ha rallentato la produzione industriale un po’ ovunque. L’incremento della domanda ha fatto aumentare i prezzi di queste materie prime, che in alcuni casi sono ulteriormente cresciuti per grandi problemi di logistica e distribuzione causati a loro volta dalla pandemia. La situazione attuale ha messo a nudo la fragilità dei rifornimenti globali mentre i paesi spingono per passare dai combustibili fossili a fonti di energia più pulite, un cambiamento che molti investitori e governi stanno cercando di accelerare tra le preoccupazioni per il cambiamento climatico. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (EIA) la domanda globale di petrolio raggiungerà circa 99,6 milioni di barili al giorno il prossimo anno, vicino ai livelli pre-pandemici, anche a causa della riluttanza dei paesi esportatori ad aumentare la produzione. L’EIA prevede, inoltre, che la domanda di carbone quest’anno supererà i livelli del 2019 e aumenterà un po’ fino al 2025, anche se la velocità con cui diminuirà da lì dipenderà dalle azioni dei governi per eliminare gradualmente il combustibile. Unica nota positiva, secondo le previsioni dell’Opec nel World Oil Outlook 2021-2045, è la considerazione sull’efficacia delle politiche di transizione energetica. Un’accelerazione nelle politiche di sostituzione delle energie rinnovabili a quelle fossili a livello globale potrebbe ridurre la domanda futura di circa 10 milioni di barili al giorno entro il 2045 rispetto all’ipotesi centrale di un aumento complessivo della domanda di petrolio pari, secondo le stime dell’Opec, a un totale di 17,6 milioni di barili al giorno nel periodo 2020-2045.Tuttavia, ogni paese si rifornisce di energia in modo diverso e dunque richiede una diversa domanda energetica. Un modo alternativo di investire sui titoli del settore energetico è utilizzando i certificati d’investimento emessi da BNP Paribas strutturati su basket di azioni. Prodotti finanziari che permettono di ottenere premi periodici limitando gli effetti degli scossoni di volatilità sul proprio portafoglio.

 

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