La view del trader: UniCredit, niente Mps e Opa Banco BPM congelata. Orcel guarderà all’estero?

A cura di Alessandro Aldrovandi

21/02/2022 · Prodotto da T-Finance

Niente Mps e per ora anche l’Opa su Banco BPM sembra essere congelata: cosa deciderà di fare Andrea Orcel, numero uno di UniCredit? Magari puntare all’estero? Così ipotizzano alcune indiscrezioni di stampa che nei giorni scorsi hanno paragonato l’attuale situazione di UniCredit con quella verificatasi nel lontano 1999, quando l’istituto lanciò un’Opa su Comit e venne stoppata dalle Autorità e dal resto del sistema bancario. L’allora ceo Alessandro Profumo decise a quel punto di puntare sul Centro-est europeo, inglobando la polacca Bank Pekao. L’attuale doppio stop su Mps e Banco BPM farà nuovamente puntare UniCredit su qualche banca straniera?

Secondo i rumors di mercato probabilmente sì. In particolare sembra si stia valutando di seguire di nuovo quella strada: anteporre la crescita internazionale rispetto a quella in Italia, prendendo atto delle difficoltà ambientali di un settore in cui i palazzi della politica sembrano continuare ad avere un ruolo di sotterranea interdizione su questa o quella aggregazione. Mps ne è stato un esempio lampante, con un Mef che pretendeva di dettare le condizioni di vendita dell’istituto senese. Adesso anche l’Opa su Banco BPM che, secondo i piani iniziali, poteva essere lanciata già due settimane fa, si troverebbe in stand-by a causa dell’improvviso rally in Borsa delle azioni oggetto d’interesse (quasi +31% da inizio febbraio). Questa volta è stata una fuga di notizie a far saltare l’operazione, che secondo la banca guidata da Orcel sarebbe dovuta concretizzarsi “carta contro carta” valorizzando il titolo 4,5 euro per azione.

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il titolo UniCredit sembra essere impostato al ribasso nel breve periodo. Dopo il massimo realizzato lo scorso 10 febbraio a quota 15,932, le quotazioni hanno drasticamente invertito la rotta violando prima la soglia dei 15 euro e poi avvicinandosi pericolosamente al supporto sul livello 14,372 costituito dalla propria media mobile a 25 periodi. Dal punto di vista operativo, pertanto, sono da privilegiare le posizioni long in un’ottica di rimbalzo solo al superamento del livello 14,840 con target nell’intorno di quota 15,442.

Per cogliere al meglio le opportunità offerte dal risiko bancario in corso (le sorprese potrebbero non essere finite), segnaliamo il certificato Step-Down Cash Collect (ISIN NLBNPIT133H9) avente come sottostante un basket di azioni (Banco BPM, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e UniCredit). Venerdì scorso ha chiuso poco sotto la parità a 99,95. L’investimento fornisce un premo di 0,70 euro e l’azione Mediobanca (worst of) è sopra lo strike di circa il 3 per cento.

 

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