La view del trader: Mediobanca, la Bce ferma Del vecchio. Dovrà sottoporsi alla vigilanza europea

A cura di Alessandro Aldrovandi

30/05/2022 · Prodotto da T-Finance

«Non ci sono limiti che riguardano la natura degli investitori. Ma ci sono regole che si applicano a tutte le banche», non solo a Mediobanca. Lo ha detto Andrea Enria, il capo della vigilanza europea durante la sua missione in Italia all’esecutivo dell’Abi a chi gli chiedeva un commento sulle indiscrezioni secondo le quali la Bce ha messo al corrente Leonardo Del Vecchio che non potrà salire oltre il 20% di Piazzetta Cuccia attraverso la sua cassaforte Delfin.

Una quota che è frutto di acquisti avviati nel 2019 e proseguiti fino all’attuale 19,4%. Anche se sempre nelle vesti di investitore finanziario. L’impegno, ai corsi attuali di Borsa, vale circa 1,7 miliardi. Sullo sfondo, la volontà del fondatore di Luxottica di crescere ancora entro ottobre 2023 quando l’assemblea di Mediobanca sarà chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione e Del Vecchio a esercitare la sua influenza sul cambiamento.

Ma quali sarebbero le criticità? La normativa bancaria europea, recepita nel 2010 dall’Italia, prevede che, nel caso in cui un azionista superi il 20% del capitale di una banca e ne acquisisca un’influenza rilevante, debba sottoporsi alla vigilanza della Bce. Cosa che per Delfin significherebbe avere requisiti di capitale, presidiare rischi, adottare sistemi di reporting e di governance adeguati ad avere una quota di così grande rilievo in una banca.

In pratica la holding lussemburghese che custodisce la partecipazione in EssilorLuxottica dovrebbe trasformarsi in una holding bancaria. Quindi, se «non ci sono limiti che riguardano la natura degli investitori», ci sono ostacoli regolamentari.

Che cosa potrebbe quindi fare ora Del Vecchio nella compagine di Mediobanca?

Al suo fianco c’è Francesco Gaetano Caltagirone che ha di recente arrotondato al 5,49% la sua quota nell’istituto milanese. Se unissero le forze, come hanno già fatto in Generali, correrebbero il rischio di far scattare il «concerto» e quindi l’obbligo di Opa che per Mediobanca è prevista al superamento del 25% del capitale.

Per cogliere al meglio le opportunità offerte dal titolo e dal settore bancario più in generale, segnaliamo il certificato Memory Cash Collect (ISIN NLBNPIT166U2) avente come sottostante proprio Mediobanca. Venerdì scorso ha chiuso in salita a 94,75. L’investimento fornisce un premo di 1,45 euro con l’azione che si mantiene sopra la barriera del 26,79%. Altrettanto interessante un altro certificato Memory Cash Collect (ISIN NLBNPIT1AJ01) con sottostante i titoli Banco BPM, Mediobanca e Unicredit, premio 0,85 euro e chiusura settimanale a 104,55, con worst of di Mediobanca oltre la barriera del 52%.

 

 

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