Inflazione Usa e Bce senza sorprese

19/04/2022 · Prodotto da T-Finance

Le principali piazze internazionali hanno messo in luce una situazione di debolezza. Le incertezze sono legate alle prossime mosse di politica monetaria, all’inflazione e al conflitto Russia-Ucraina, mentre il prezzo del petrolio si muove in altalena con una crescente preoccupazione per la situazione Covid in Cina. Sul fronte macro, la componente core dell’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è salita su base annua del 6,5%, più del +6,4% di febbraio, ma a un ritmo inferiore rispetto al +6,6% stimato dagli analisti. Diversi economisti hanno sottolineato come, affinché si possa parlare di picco dell’inflazione, sono necessari alcuni presupposti, come il fatto che non ci sia una ulteriore escalation della guerra tra Russia e Ucraina. Come da attese, nella riunione di giovedì, la Bce non ha cambiato alcun tasso di riferimento né ha adattato altri strumenti di politica, ma ha sottolineato che un arresto completo di tutti gli acquisti netti di attività nel terzo trimestre è diventato più probabile. Nella conferenza stampa la presidente Christine Lagarde ha aggiunto che la crescita rimarrà debole e che i rischi al rialzo per l’inflazione sono aumentati, specialmente nel breve termine, rimandando la decisione sulla fine degli acquisti netti a giugno. Inoltre, le banche centrali di Canada e Nuova Zelanda hanno alzato il loro tasso di 50 punti base, contro l’impennata dei prezzi, mentre quella della Corea del Sud ha inasprito la sua politica monetaria con sorpresa dei mercati. Questa settimana sarà caratterizzata da una parte dalla pubblicazione degli indici PMI (venerdì) sia in Europa che negli USA e dall’altra dal meeting del FMI/World Bank. Da tenere d’occhio anche il confronto di mercoledì tra i due candidati alle presidenziali francesi (Macron e Le Pen) che potrebbe influenzare il voto degli indecisi nel ballottaggio del 24 aprile. Infine, proseguirà la stagione delle trimestrali negli Stati Uniti con i conti di alcuni big come Netflix, Tesla, Verizon e American Express.

 

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