La view del trader: Banco BPM, con Crédit Agricole si gettano le basi per il terzo polo bancario in Italia

A cura di Alessandro Aldrovandi

19/04/2022 · Prodotto da T-Finance

Crédit Agricole ha annunciato l’acquisto del 9,2% del Banco BPM con l’obiettivo di consolidare «la relazione strategica e di lungo termine» che ha il suo fulcro nella joint venture nel credito al consumo Agos, ma anche di «ampliare» la partnership con l’istituto guidato da Giuseppe Castagna al risparmio gestito e alla bancassicurazione. L’Agricole non ha al momento chiesto l’autorizzazione a superare la soglia del 10% nel capitale, ma in Piazza Affari la mossa è stata subito letta come il primo passo di un’operazione tesa a conquistare il controllo dell’istituto di piazza Meda gettando le fondamenta del terzo polo bancario.

Le attività in Italia dei francesi verrebbero trasferite nel Banco, che poi resterebbe quotato con il nuovo socio di controllo straniero. Anche perché l’approccio sembra ricalcare la strategia già portata avanti con il Creval: in quel caso, infatti, all’acquisizione di una quota inferiore al 10% del capitale (nel 2018) era seguito l’annuncio delle volontà di ampliare la partnership commerciale esistente nella bancassicurazione, salvo poi rompere gli indugi nel 2021 con il lancio dell’Opa.

Di certo, l’Agricole non ha fretta. Forse anche perché non teme ostilità da parte del Governo guidato da Mario Draghi, che conosce bene e apprezza il presidente del Banco BPM, Massimo Tononi. Ma soprattutto perché conviene attendere il prossimo gennaio, quando decadrà per le società Ue la norma del Golden Power, che obbliga chi fa shopping sulle nostre banche (oltre la soglia del 10%) a chiedere l’autorizzazione all’apposito comitato dipendente da Palazzo Chigi.

Dal 2023, quindi, lo scudo cesserà e Agricole potrebbe riprendere lo shopping di azioni del Banco BPM senza dover svelare i suoi piani al Governo e, soprattutto, senza dover attendere il semaforo verde e le prescrizioni varie. La mossa di Agricole, fatta a un buon prezzo, è inoltre funzionale al management del Banco perché blocchi la strada a eventuali altri pretendenti, come per esempio Unicredit, che stava lavorando già a un blitz, poi abortito, su Piazza Meda lo scorso febbraio. Per oliare un’eventuale integrazione, i francesi potrebbero offrire all’attuale ad del Banco, Giuseppe Castagna, il ruolo di ad del nuovo gruppo post-nozze, con Giampiero Maioli, capo dei francesi in Italia, presidente.

Per cogliere al meglio le opportunità offerte dal settore bancario, segnaliamo il certificato Step-Down Cash Collect (ISIN NLBNPIT14SH1) avente come sottostante un basket di azioni (Banco BPM, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit). Giovedì scorso ha chiuso in salita a 82,70. L’investimento fornisce un premo di 0,75 euro e l’azione Intesa Sanpaolo (worst of) si mantiene sopra la barriera del 13,11%.

 

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