Un certificato interessante su Intesa Sanpaolo

19/12/2022 · Tema di Investimento a cura di Gabriele Bellelli

Un certificato interessante su Intesa Sanpaolo

Numeri alla mano, Intesa Sanpaolo si conferma essere uno dei titoli più amati dai risparmiatori italiani.

 

Anche tra i risparmiatori che amano investire utilizzando i certificati di investimento, Intesa Sanpaolo è uno dei titoli più gettonati.

La criticità è che spesso i certificati sono costruiti su un paniere di titoli per cui molti investitori mi contattano per verificare l’esistenza di un certificato costruito su un solo sottostante che presenti però contemporaneamente un buon rapporto di rischio-rendimento.

 

Un prodotto interessante che rispecchia questa caratteristica è il certificato “memory cash collect su singola azione” a “capitale condizionatamente protetto” emesso da BNP Paribas, costruito su Intesa Sanpaolo e con codice isin NLBNPIT1KOG8.

 

Gli aspetti positivi di questo certificato sono sintetizzabili nei seguenti punti:

-un solo sottostante

-barriera discreta

-cedola trimestrale del 2,10% (reddito potenziale annuo del 8,40%)

-cedola che gode dell’effetto memoria

-scadenza naturale relativamente breve (dicembre 2024)

-quotazione del certificato in area 99-99,45 e quindi ad un valore leggermente inferiore rispetto al valore nominale di emissione

 

Entrando nel dettaglio del prodotto:

-Il nome commerciale è “memory cash collect

-L’Emittente è BNP Paribas

-Il codice isin è NLBNPIT1KOG8

-Obiettivo finanziario: entrata periodica

-Tipologia: capitale condizionatamente protetto

 -La quotazione attuale del certificato è in area 99-99,45 e quindi inferiore rispetto al valore nominale di emissione

-La scadenza naturale è prevista il 12/12/2024, salvo che si attivi l’opzione “autocall” che prevede il richiamo anticipato del certificato rispetto alla naturale scadenza

-Il prodotto è quotato sul Sedex di Borsa Italiana

-Il sottostante è il titolo Intesa Sanpaolo

-Lo Strike è posto a 2,07 euro

-La barriera discreta (attiva solo a scadenza) è posta a 1,24 euro

-La struttura cedolare è quella classica di un cash collect con il pagamento di cedole periodiche

-L’importo della cedola ammonta al 2,10%

-La frequenza di pagamento della cedola è trimestrale per cui il flusso cedolare potenziale annuo ammonta al 8,40%

-Tutte le cedole godono dell’effetto memoria

-È prevista l’opzione “autocall” a partire dalla seconda data di rilevazione (giugno 2023)

-Le cedole e le eventuali plusvalenze di prezzo (differenza positiva tra il prezzo di acquisto e quello di vendita o di rimborso) costituiscono “reddito diverso” per cui possono essere utilizzati per recuperare eventuali minusvalenze pregresse.

 

Analisi della struttura del certificato

In occasione della prima data di rilevazione non sarà attiva l’opzione autocall per cui saranno possibili solo due scenari:

-Intesa Sanpaolo quota ad un livello uguale o superiore rispetto alla barriera: in questo caso il certificato paga la cedola del 2,10% e si va alla data di rilevazione successiva;

– Intesa Sanpaolo quota ad un livello inferiore rispetto alla barriera: in questo caso il certificato non paga la cedola, che però gode dell’effetto memoria, e si va alla data di rilevazione successiva.

 

A partire dalla seconda data di rilevazione si attiverà l’opzione autocall con trigger uguale al valore dello Strike, per cui un investitore si troverà di fonte a tre possibili scenari:

-Intesa Sanpaolo quota ad un livello uguale o superiore rispetto allo Strike: in questo caso scatta l’opzione autocall per cui il certificato rimborsa in anticipo rispetto alla naturale scadenza. In questo caso il certificato mantiene la protezione del capitale, rimborsa il valore nominale di 100 e paga la cedola del 2,10% e, grazie all’effetto memoria anche le cedole eventualmente non pagate in precedenza;

-Intesa Sanpaolo quota ad un livello inferiore rispetto allo Strike ma uguale o superiore rispetto alla Barriera: in questo caso il certificato paga la cedola del 2,10% e, grazie all’effetto memoria, anche le cedole eventualmente non pagate in precedenza;

– Intesa Sanpaolo quota ad un livello inferiore rispetto alla barriera: in questo caso il certificato non paga la cedola, che però gode dell’effetto memoria e non è automaticamente persa, e si va alla data di rilevazione successiva.

 

È importante sottolineare come il livello della Trigger, utile a determinare l’autocall, sia fissa e coincidente con il livello dello Strike.

Salvo richiamo anticipato, come conseguenza del verificarsi delle condizioni per l’attivazione dell’opzione autocall, questi 3 scenari appena descritti si verificheranno ad ogni data di rilevazione fino alla naturale scadenza nel dicembre 2024.

 

Infine a scadenza si potranno verificare 2 scenari:

-Intesa Sanpaolo quoterà ad un livello uguale o superiore alla barriera: in questo caso il certificato manterrà la protezione del capitale, rimborserà il valore nominale di 100 euro e pagherà la cedola del 2,10% e, grazie all’effetto memoria, anche le eventuali cedole precedentemente non erogate;

– Intesa Sanpaolo quoterà ad un livello inferiore alla barriera: in questo caso il certificato perderà la protezione e rimborserà la performance negativa del titolo. Entrando nel dettaglio, in caso di evento barriera a scadenza, il prezzo di rimborso sarà calcolato attraverso la formula (prezzo finale/Strike)*100.

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