Investire sui campioni italiani con premi incondizionati e barriera profonda

24/01/2022 · Tema di Investimento a cura di Websim - Intermonte

BNP Paribas ha lanciato sul mercato una nuova emissione di certificati d'investimento con una struttura difensiva, pensata per affrontare l'attuale congiuntura di mercato. Ci riferiamo alla nuova gamma di Premi Fissi Cash Collect su panieri di azioni. Tantissimi i basket proposti che potete visualizzare al seguente link, con premi trimestrali incondizionati che vanno dall'1,5% al 6%, e barriere di protezione tra il 60 e il 70%. Non solo, questi prodotti presentano anche la possibilità di rimborso anticipato con Step Down, ovvero con trigger decrescente nel tempo dal 100 al 75%. Come sempre, la scelta del certificato deve essere dettata dalla propria propensione al rischio, prima che dalla performance promessa dal certificato. Tra i vari basket proposti da BNP Paribas in questa nuova emissione, oggi ci focalizziamo sul ISIN NLBNPIT172F1 su basket composto da UniCredit, Mediobanca, Stellantis e STMicroelectronics. Una scelta di campo quindi tutta italiana.

Cominciamo col dire che il timing nella proposta di certificati con Premi Fissi ci sembra corretta, poiché a nostro avviso la volatilità sul mercato è, con molta probabilità, destinata ad accompagnarci per tutto il primo trimestre, forse anche qualcosa di più. Infatti, le Banche Centrali, Fed in primis, sono particolarmente focalizzate sul combattere l'inflazione. Tanto che secondo alcune banche d'affari ed hedge fund manager come Bill Ackman la Fed potrebbe effettuare un doppio rialzo dei tassi già a marzo, e terminare il tapering a brevissimo. Powell, infatti, avrebbe una finestra molto stretta per combattere l'inflazione con politiche monetarie falco, prima che l'impatto del rialzo dei prezzi e delle scelte stesse dell'Istituto si riversino con più forza sulla crescita economica. I segnali di rallentamento, infatti, cominciano a farsi sentire e nei prossimi mesi dovrebbero aumentare, costringendo probabilmente la Fed a placare la frangia più hawkish. Pensiamo agli ultimi dati sulle vendite al dettaglio, fiducia dei consumatori o ISM manifatturiero americani. Ma lo stesso si evince anche dalla Cina, che sta vivendo un forte rallentamento, confermato dagli ultimi dati di Pil e vendite al dettaglio.

Avere quindi in portafoglio un prodotto che paga premi fissi, dunque incondizionati, aiuta sicuramente perché permette di superare i prossimi mesi di incertezza con un rendimento certo, ma senza preoccuparsi della volatilità di breve e medio termine. Un vantaggio di certo non di poco tempo.

Abbiamo scelto il basket sull'Italia per due ragioni fondamentali: una di area geografica e una relativa ai titoli del paniere, tutti campioni italiani. L'Europa in questa fase dovrebbe essere più resiliente, proprio per la diversa impostazione delle due Banche Centrali. La Bce per ora non intende alzare i tassi e vuole rimanere accomodante poiché l'inflazione viene vista come temporanea di breve e già quest'anno è vista scendere. La Fed è più preoccupata e crede che l'inflazione ci metterà molto più tempo a rientrare, quindi, ha deciso di agire, e dai Dot Plot emergono tre rialzi dei tassi possibili già nel 2022 (il mercato ne sconta addirittura quattro). Chiaro, dunque, che il mercato azionario europee dovrebbe subire meno il colpo delle strette monetarie rispetto all'americano.

Quanto ai titoli del basket, UniCredit, Mediobanca, Stellantis e STMicroelectronics, pur considerando la decorrelazione dovuta alla presenza di titoli di settori diversi, in particolare due bancari e due industriali, la scelta dei titoli è stata accurata. Partiamo dai finanziari, settore in netta sovraperformance in questa fase. Il comparto bancario europeo e italiano, infatti, stanno beneficiando delle politiche di consolidamento e del graduale rialzo dei tassi che si traduce in migliori margini d'interesse e redditività per il comparto.

UniCredit veniva da una situazione molto depressa, dovuta alla gestione che Mustier ha fatto negli ultimi anni per sistemare l'assetto fondamentale dell'Istituto di credito. Operazione riuscita grazie all'aumento di capitale, alla cessione di asset importanti (vedi per esempio Fineco o Pioneer) e al derisking, con la vendita di tanti crediti deteriorati e politiche di prestiti più conservativi. Tutte scelte che hanno portato UniCredit a perdere market share. Ora però, con i fondamentali in ordine e a guida Orcel, la banca può riprendere in mano la situazione, spingendo su impieghi, migliorando l'efficienza grazie ad un accurato processo di digitalizzazione e migliorando la politica di distribuzione dividendi. Punta a recuperare velocemente market share e potrebbe essere dunque protagonista nel processo di consolidamento nel comparto bancario italiano. Mediobanca dal canto suo è una banca molto solida e ben diversificata: i ricavi infatti derivano dal credito al consumo, dalla divisione CIB e dal wealth management. Vanta un ottimo asset quality, però tratta ad uno sconto minore rispetto ad esempio a Banco BPM.

Se guardiamo gli industriali, Stellantis nel 2020 è risultato il sesto produttore mondiale di auto con 6,2 milioni di veicoli venduti. Nata nel 2019 dalla fusione fra FCA e il gruppo francese Peugeot-Citroen, Stellantis ha il suo punto di forza nella grande diversificazione geografica con poche sovrapposizioni fra i due gruppi originali. Mentre FCA aveva un'importante presenza in Nord America e in America Latina, Peugeot era ben posizionata in Asia. L'integrazione dei due gruppi sta dando i risultati migliori delle attese in termini di sinergie e aumento della redditività. Tra l'altro il titolo quota ancora a forte sconto sui peer. STM è un'altra eccellenza tutta italiana che sta beneficiando e continuerà a beneficiare dello shortage sui chip. Lo abbiamo visto anche con i conti trimestrali. La società ha infatti comunicato pochi giorni fa i risultati preliminari del quarto trimestre del 2021, chiudendo il periodo con ricavi netti per 3,56 miliardi di dollari, in aumento dell'11,2% rispetto al trimestre precedente. I risultati sono sopra il range indicato in ottobre, ovvero, 3,40 miliardi di dollari nel quadro della crisi globale dell'offerta di microchip. Le vendite dell'intero anno sono aumentate del 24,9% a 12,76 miliardi di dollari, anch'esse superiori alle previsioni di ottobre 2021 di STM. Sotto, la tabelle, con il consensus Bloomberg su tutti e quattro i titoli.

 

 

Cedole fisse del 2,7% e barriera al 60%

Sul meccanismo di funzionamento del prodotto ci siamo già espressi. Il certificato ISIN NLBNPIT172F1 su basket composto da UniCredit, Mediobanca, Stellantis e STMicroelectronics paga premi incondizionati del 2,7% trimestrale, mentre per la restituzione del capitale a scadenza (gennaio 2024) sarà necessario che nessun titolo si trovi alla data di valutazione finale al di sotto della barriera posta al 60% dello strike. Se l'evento barriera dovesse verificarsi, il certificato pagherà il premio finale pari a 2,7 euro e, per quanto riguarda il capitale investito, un importo commisurato alla performance della peggiore tra le azioni sottostanti rispetto allo strike.

Il certificato vanta anche la possibilità di rimborso anticipato a partire dal secondo trimestre, rimborsando il valore nominale e pagando il premio fisso trimestrale. Questo a condizione che, nelle rispettive date di valutazione trimestrali, tutte le azioni che compongono il paniere quotino a un valore pari o superiore al livello di rimborso anticipato. Il livello di rimborso anticipato è pari al 100% del valore iniziale di ciascuna azione del paniere per il secondo trimestre e diminuisce poi del 5% ogni trimestre successivo fino al 75%.

 

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