Bnp Paribas rilancia le barriere generose

23/01/2023 · Tema di Investimento a cura di Milano Finanza

Lo scorso 20 gennaio hanno debuttato sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana 14 nuovi certificati Cash Collect emessi da Bnp Paribas su altrettanti panieri di tipo “Worst of”, definiti però con una logica di tipo settoriale, che riduce quindi il rischio associato al sottostante multiplo per effetto dell’elevata correlazione esistente tra le azioni di ogni paniere: questo approccio “tematico” consente di focalizzare l’attenzione su singoli comparti di particolare interesse, quali per esempio l’ospitalità, il settore energetico, le energie rinnovabili, l’abbigliamento o i servizi finanziari. La struttura è nota, ma acquisisce una particolare rilevanza in ragione della qualifica “Low Barrier” con cui sono stati denominati i prodotti e che rappresenta l’elemento di maggiore interesse della proposta, in ragione anche di quanto descritto in precedenza rispetto al meccanismo “Worst of”.

Ma andiamo con ordine. La struttura prevede per tutti una scadenza biennale (17 gennaio 2025), quindi relativamente breve, che sarà inoltre accompagnata da una sequenza di finestre trimestrali di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo semestre (26 luglio 2023) e in corrispondenza delle quali ogni certificato potrà essere liquidato al suo valore nominale (100 euro) se tutti i titoli del suo paniere di riferimento chiuderanno a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale, cioè avranno maturato una performance non negativa rispetto alle chiusure che sono state rilevate lo scorso 17 gennaio.

Sempre con cadenza trimestrale, ma partendo già dal prossimo 26 aprile, ogni certificato di questa serie potrà inoltre pagare un premio con memoria compreso tra il 2,50% (10% annuo) e il 5% lordo (20% annuo), che sarà vincolato al rispetto da parte di tutti i sottostanti in gioco proprio della “Low Barrier” descritta in precedenza, cioè di una soglia limite che nella fattispecie è stata collocata su livelli molto generosi: nel concreto, le barriere vanno infatti da un massimo del 50% a un minimo del 30% dello strike, che ammette quindi addirittura un ribasso del sottostante fino al 70%. Se si considera che tale opzione è associata all’effetto Memoria, che consentirà di accantonare le eventuali cedole non pagate perché possano poi essere recuperate alla prima occasione utile, quando la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata, si capisce bene come la struttura di questi certificati sia efficiente.

 

 

A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, anche il rimborso del capitale iniziale sarà vincolato al rispetto della stessa barriera: a) se tutti i titoli del paniere rispetteranno quindi la “Low Barrier”, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e pagherà l’ultimo premio di competenza, più tutti quelli precedenti eventualmente accantonati; b) se anche uno solo dei titoli in gioco chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato imporrà una perdita finale analoga a quella del titolo che avrà maturato la performance peggiore.

All’interno della gamma appena quotata si segnala per esempio il certificato su Leonardo, Nexi e Unicredit, per i quali è stato rilevato uno strike rispettivamente a 8,646 euro, 8,338 e 14,658 euro. Questo prodotto è uno dei due legati a sottostanti domestici e vanta una barriera collocata al 40% dello strike, quindi rispettivamente a 3,4584 per Leonardo,  3,3352 per Nexi e 5,8632 per Unicredit. Sono tutti livelli che offrono un’ottima confidenza: per Leonardo si tratta infatti di un limite che non vede da oltre 10 anni, mentre per gli altri due siamo addirittura al di sotto dei minimi storici: Unicredit, a onor del vero, ci è andata molto vicino nel corso del 2020, l’anno dello scoppio della pandemia, arrivando fino a ridosso della soglia psicologica dei 6 euro, ma anche in quell’occasione il titolo ha saputo poi rilanciarsi con forza, definendo tra l’altro un solido supporto che all’occorrenza potrà essere eventualmente d’aiuto.

 

 

Considerando la durata relativamente ridotta dell’investimento, sono livelli molto generosi, che tra l’altro avranno un valore effettivo solo a scadenza, dal momento che sarà sufficiente che i tre titoli li rispettino anche solo alla data di valutazione finale (17 gennaio 2025) perché il certificato possa comunque garantire il suo rendimento massimo. Il premio trimestrale si attesta al 3% lordo, pari al 12% annuo. A partire dal prossimo 26 aprile questo certificato potrà quindi pagare un importo trimestrale unitario di 3 euro a patto che i tre titoli restino al di sopra delle rispettive barriere. Se lo scenario di mercato dovesse essere positivo, a luglio si arriverà subito al rimborso anticipato, avendo incassato due cedole. Se lo scenario di mercato dovesse essere negativo, anche solo per uno dei tre titoli (attualmente Nexi sconta una leggera perdita), si potrà continuare a incassare il premio trimestrale eventualmente fino a scadenza, con l’unica accortezza che nessuno dei tre titoli arrivi a maturare una perdita superiore al 60%. 

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