Puntare sull'energia pulita con protezione One Star

24/11/2021 · Tema di Investimento a cura di Websim - Intermonte

BNP Paribas ha lanciato un'intera gamma di One Star Cash Collect su panieri di azioni. I certificati pagano premi trimestrali potenziali tra il 2,2% (8,8% p.a.) e il 5,6% (22,4% p.a.) e presentano una barriera a scadenza (3 anni) fino al 60%. Diversi i panieri messi a disposizione (vedi link).

L'emissione è particolarmente interessante per due ragioni. La prima riguarda il meccanismo One Star che, come vedremo, rappresenta un sistema di protezione a scadenza molto utile soprattutto quando sale l'incertezza sul mercato azionario o quando si investe su basket volatili. La seconda è relativa al fatto che dal 15 novembre 2021 al 31 dicembre 2021, per ogni 100 investiti sulla gamma di Certificate One Star Cash Collect, un importo pari a 0,1 sarà devoluto a Telethon.

Questa emissione rappresenta sicuramente una grande novità nel mondo dei certificati. Di One Star se ne erano già visti precedentemente, ma tendenzialmente è una tipologia che si trova raramente sul mercato e una gamma così vasta, come quella proposta da BNP Paribas, non si vedeva da tantissimo. Vediamo allora nel dettaglio come funzionano questi prodotti.

Di base sono dei normalissimi Memory Cash Collect con possibilità di rimborso anticipato a partire dal sesto mese di vita. Questi certificati pagano premi trimestrali condizionati alla tenuta del livello barriera. Questo significa che, nelle varie date di valutazione, se i sottostanti saranno ad un prezzo uguale o maggiore del livello barriera (che per questa emissione variano tra il 70 e il 60% dello strike), il certificato pagherà il premio con effetto memoria. Quest'ultimo è molto importante e implica la possibilità che, se in una data di valutazione non si dovesse verificare la condizione per ottenere il premio, questo non sarà perso. Sarà infatti possibile recuperarlo nelle successive date di valutazione. La possibilità di rimborso anticipato implica invece la possibilità che il certificato scada prima della maturity (3 anni). Condizione perché ciò avvenga è che nelle date di valutazione intermedie (a partire dal sesto mese di vita) i titoli quotino ad un prezzo maggiore o uguale al valore inziale.

Ma è a scadenza che interviene l'effetto One Star. Uno strumento che rende molto più efficiente il basket worst of. Infatti, a scadenza, se la quotazione di tutte le azioni che compongono il paniere è pari o superiore al livello barriera, il certificato rimborsa il valore nominale più il premio trimestrale e gli eventuali premi non pagati precedentemente. Fin qui nulla di nuovo. Se invece uno dei titoli del paniere è al di sotto della barriera (appunto il worst of), ma il migliore (potremmo dire la Star del paniere) è maggiore o uguale allo strike, il certificato pagherà comunque il valore nominale (100 euro a certificato). Questo di fatto rappresenta un elemento di resilienza alla volatilità del basket rispetto ad un worst of classico e una probabilità in più a favore dell'investitore. Se invece il peggiore dei titoli per performance quota sotto la barriera e il migliore non supera lo strike, allora l'investitore riceve un importo commisurato alla performance della peggiore tra le azioni che compongono il paniere (con conseguente perdita, anche totale, sul capitale investito).

 

Puntare sul Clean Energy: la scommessa che non possiamo perdere

Diversi i basket a disposizione. Tra questi ci piace l'ISIN NLBNPIT15IN7 su basket composto da Vestas Wind Systems, Sunrun e SolarEdge Technologies. Tre società con buoni fondamentali e operanti nel settore eolico e solare, i cui titoli sono dunque inseriti nel megatrend del Clean Energy. Il certificato paga premi trimestrali con effetto memoria del 3,2%, equivalenti ad un premio annuo del 12,8% e una barriera al 65%.

 

 

A pochi giorni dalla fine del COP26 l'obiettivo rimane uno solo: raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050. Questo è quello che i Paesi di tutto il mondo hanno firmato come impegno nell'Accordo di Parigi. Per arrivare all'obiettivo le emissioni globali legate all'energia dovranno scendere del 30% sotto i livelli del 2019 entro il 2030, e del 75% entro il 2040. Ce lo spiegano nel New Energy Outlook 2021 gli esperti di Bloomberg NEF. Un impegno che corrisponde ad un tasso di riduzione delle emissioni di oltre il 3% annuo fino al 2030. Sforzo per niente indifferente se pensiamo che nel 2019, l'83% dell'energia primaria globale è stata generata da combustibili fossili, mentre le rinnovabili hanno contribuito solo per il 12% e il resto proviene dal nucleare (5%). Valori che dovranno essere ribaltati a favore delle rinnovabili.

Arrivare a zero emissioni nette nel 2050 significa implementare le tecnologie di abbattimento commercialmente disponibili in ogni settore in questo decennio. Uno sforzo immane che sarà raggiunto grazie ad investimenti monstre nel settore dell'energia. Bloomberg NEF stima che gli investimenti nella fornitura di energia e nelle infrastrutture si aggireranno tra i 92 trilioni e i 173 trilioni di dollari nei prossimi trent'anni. L'investimento annuale dovrà dunque più che raddoppiare per raggiungere questo risultato, passando da circa 1,7 trilioni di dollari all'anno di oggi, a una media compresa tra 3,1 trilioni e 5,8 trilioni di dollari all'anno nei prossimi tre decenni. Il che si traduce con tassi di crescita delle società del settore particolarmente allettanti. In particolare, lo studio sottolinea come più di tre quarti dello sforzo per ridurre le emissioni nel prossimo decennio ricadrà sul settore dell'energia e, in particolar modo, su una più rapida diffusione dell'eolico e del solare fotovoltaico.

Ed è proprio questo il tema su cui prende posizione il certificato di BNP. La banca francese ha selezionato un basket con titoli dai fondamentali solidi, come evidenziato dalla tabella sotto, se pur volatili. Caratteristica tipica del settore.

 

Il timing a nostro avviso per proporre questo basket è corretto anche da un punto di vista tecnico, poiché i titoli del settore, dopo una fase di debolezza e correzione dal forte rialzo del 2020, stanno dando segnali di fermento, come evidenziato dal grafico dell'indice S&P Global Clean Energy. Questo infatti ha infranto l'importante resistenza a 1.516 punti di cui era prigioniera da aprile 2021. Segnale tecnico importante che potrebbe aprire gradualmente verso i massimi di gennaio 2020.

 

 

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