Per chi punta sui chip barriere al 40% e premio del 11,4% annuo

28/11/2022 · Tema di Investimento a cura di Websim - Intermonte

Per chi cerca rendimento annuo a doppia cifra e protezione con barriere profonde, la nuova gamma Low Barrier Cash Collect a barriere profonde fa al caso suo. Tra i vari basket l'ISIN NLBNPIT1JUG7 ci permette di ottenere dei premi mensili dello 0,95% con memoria, condizionati ad una barriera al 40% degli strike (valida anche a scadenza).

 

BNP Paribas ha lanciato una nuova gamma di certificati Low Barrier Cash Collect a barriere profonde su basket di titoli. Sono veramente tanti i possibili panieri di questa gettonata tipologia di prodotto che trovate al link. Tutti hanno barriera premio e a scadenza al 40%, il che significa che il worst of potrà perdere fino al 60%, senza inficiare né il pagamento delle cedole e neanche quello del valore nominale a scadenza. Tutti hanno la possibilità di rimborso anticipato dal 6° mese. Una struttura, dunque, molto semplice quanto efficiente per chi punta a certificati con un ottimo profilo rischio rendimento.

Premi mensili dello 0,95% con memoria e barriere al 40%

Tra le varie proposte dell'emittente francese oggi vi parliamo del certificato ISIN NLBNPIT1JUG7 dedicato al mondo tech con basket Infineon, ASML, AMD. Il certificato, come abbiamo detto, vanta barriere premio e a scadenza al 40% dello strike e paga premi mensili dello 0,95% con memoria per un totale annuo del 11,4%. Il certificato dal 6° mese vede la possibilità di rimborso anticipato se i tre titoli saranno sopra lo strike. In tal caso verrà restituito all'investitore il valore nominale del certificato, 100 euro ad azione, più il premio di quel mese ed eventuali premi non pagati precedentemente grazie all'effetto memoria.

scadenza (novembre 2025) sono due le possibilità. Se il prezzo del titolo worst of sarà ad un prezzo uguale o migliore della barriera (40% dello strike), il certificato pagherà il valore nominale, altrimenti se la quotazione di almeno una delle azioni che compongono il paniere è inferiore al livello barriera, il certificate paga un importo commisurato alla performance della peggiore tra le azioni che compongono il paniere. Quindi, se uno dei tre titoli alla data di osservazione finale avrà perso il 70%, il certificato pagherà 30 euro, mentre fino a un -60% incluso del worst of il certificato pagherà comunque 100 euro a certificato più l'ultimo premio, più tutti i premi eventualmente non pagati.

Perché puntare sui titoli tech?

Probabile lateralità fino a segnali più forti di stabilità dell'inflazione

L'inflazione USA dà i primi segnali evidenti di rallentamento e il mercato ringrazia. Tra l'altro, è un aspetto molto positivo il fatto che non siano stati gli affitti, come molti credevano a tirare giù il CPI USA, ma la componente servizi. Questo è importante perché nei prossimi mesi potrebbe invece verificarsi proprio questo calo dei prezzi degli affitti come preannunciato dalle società di Real Estate americane. Affitti che pesano per un terzo del paniere. Come detto più volte, infatti, la componente affitti del CPI è in ritardo perché frutto di un sondaggio agli affittuari: a che prezzo affittereste le vostre case?. Il dato risulta quindi essere in delay e meno affidabile delle rilevazioni oggettive degli operatori di settore. Detto questo, però, attenzione perché, di contro, la graduale riapertura dell'economia cinese sta già facendo aumentare i prezzi di diverse materie prime, vedi il rame, e ora gli USA, passate le elezioni di Midterm, tornano compratori di petrolio perché dovranno ricostituire le scorte strategiche di petrolio. Le stesse che Biden, pur di abbassare i prezzi del carburante in USA in vista delle elezioni, aveva ridotto con vendite dirette sul mercato. Questa dinamica potrebbe rallentare la discesa dell'inflazione nei prossimi mesi, ma i segnali sembrano comunque incoraggianti.

Lo dice chiaramente Christopher Waller, membro votante della Fed: "Abbiamo ancora molta strada da fare e di fatto l'obiettivo del 5% dei tassi Fed va raggiunto". La Fed continuerà ad aumentare i tassi, ma ha fatto eco ai colleghi suggerendo che il ritmo potrebbe presto rallentare. I tassi "resteranno alti per un po'", ha detto il governatore della Banca Centrale di Sydney. Ha accolto con favore il dato del CPI della scorsa settimana, più basso del previsto, ma ha aggiunto che i dati dovranno diventare una tendenza "prima di iniziare a pensare di fermare le politiche restrittive". Il commento di Waller è importante perché ci mostra quello che è appunto l'atteggiamento dei banchieri centrali in questo momento. La strategia di lotta all'inflazione in USA sta funzionando e i primi risultati si vedono. Ma proprio per non inficiare questa strategia i banchieri devono tenere salde le briglie del mercato. Rialzi troppo veloci e marcati potrebbero inficiare velocemente tutti i risultati da loro ottenuti. Questo perché genererebbe ricchezza, aumenterebbe la capacità di spesa degli americani e quindi a cascata genererebbe inflazione. Dall'altra parte però, la Fed non può manco permettere un avvitarsi al ribasso del mercato. Questo genererebbe enormi problemi di instabilità finanziaria, un nemico anche peggiore dell'iperinflazione. Anche le minute della Fed di novembre ci danno questo tipo di indicazione.

La Fed, infatti, ha concluso che "presto sarà appropriato" ridurre il ritmo degli aumenti dei tassi, segnalando che Jerome Powell e altri sono orientati a ridurre il rialzo di 50 punti base il mese prossimo. Allo stesso tempo, "diversi" membri votanti hanno osservato che il tasso massimo sarà "un po' più alto" di quanto previsto in precedenza. Alcuni membri del FOMC hanno affermato che un ritmo di rialzo più lento darebbe loro il tempo di valutare i progressi nella lotta all'inflazione. Tra l'altro, questo mese gli economisti della Fed hanno dichiarato al FOMC che le probabilità di una recessione degli Stati Uniti nel prossimo anno sono salite a quasi il 50% a causa di un possibile rallentamento della spesa dei consumatori, del rischio di una battuta d'arresto dell'economia globale e di un ulteriore inasprimento delle politiche monetarie. È stato il primo avvertimento di questo tipo da quando il FOMC ha iniziato ad alzare i tassi a marzo.Ecco perché diciamo che le banche centrali in questo momento e almeno fino a quando l'inflazione non darà segnali più stabili di ridimensionamento si muoveranno per tenere in laterale i mercati finanziari.

Possiamo monitorare questo comportamento della Fed? Si guarda all'S&P 500 e al Vix. Su marcati recuperi dell'indice e Vix intorno ai 20 punti, la Fed ha sempre casualmente inasprito i toni per poi ammorbidirli quando il Vix tornava sui 30-35 punti. Lo si vede bene nel grafico sotto del Vix.

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Dei grafici tecnici potranno anche visivamente aiutare per comprendere le distanze dalle barriere di questi titoli:

Per quanto riguarda AMD il grafico parla chiaro. Il supporto a 60 usd, quello chiave ha subito un finto break per poi recuperare velocemente. Elemento che rafforza l'importanza di questo livello. Come si vede la barriera del prodotto è posta ben al di sotto a 29,41 usd.

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Interessante anche il grafico di Infineon poiché la barriera qui viene posta poco sopra i minimi precovid del 2020 e ben al di sotto del supporto chiave a 20 usd.

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Discorso molto simile anche per ASML, del resto i tre titoli vedono un buon livello di correlazione appartenendo allo stesso settore. Anche in questo caso il supporto chiave ha tenuto, ovvero i 400 euro. Mentre il livello di barriera si pone molto lontano da questo livello a 226 euro.

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Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7.

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