Utility ed energia verso uno scenario più favorevole. Come prendere posizione con un Cash Collect

28/03/2024 · Tema di Investimento a cura di FOL

Il prezzo dei petrolio si è riportato sui massimi da inizio novembre grazie a una serie di motivi legati al fragile equilibrio tra domanda e offerta. Utilizzando i Cash Collect Certificate, prodotti finanziari in grado di conciliare in varie strutture la possibilità di crescita di valore e la salvaguardia del proprio portafoglio, è possibile prendere posizione sul settore petrolifero puntando sui titoli più promettenti.

Il prezzo del greggio torna sui massimi da novembre

Quest’anno il greggio ha registrato una lenta ma costante ascesa. I time spread, le differenze di prezzo tra future con consegna in scadenze diverse, segnalano un mercato più rigido, anche a causa degli attacchi alle navi nel Mar Rosso. Finché non ci saranno progressi verso il cessate il fuoco nei combattimenti a Gaza è probabile che le tensioni in Medio Oriente continuino a fornire sostegno alle quotazioni del petrolio. Per contro, i guadagni rimangono limitati da alcuni elementi di incertezza. In primis, pesano le prospettive instabili della domanda cinese e la forte produzione al di fuori dell’OPEC+.

A metà del mese di marzo il petrolio ha interrotto la fase di lateralità che durava da circa un mese e si è portato al massimo da inizio novembre grazie ad un maggiore ottimismo sulla domanda globale, con gli Stati Uniti in prima linea come principali consumatori. Allo stesso tempo, la prospettiva che la Federal Reserve possa presto procedere con un taglio dei tassi di interesse contribuisce a potenziare il sentiment di mercato, anche di fronte a un’inflazione persistente negli Stati Uniti. A sostenere le quotazioni dell’oro nero sono anche i crescenti timori sull’offerta russa in seguito agli attacchi dei droni ucraini che stanno colpendo le raffinerie del Paese (anche quelle posizionate lontano dal confine).

AIE rivede per la 4° volta la stima sulla domanda

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha alzato per la quarta volta da novembre le sue previsioni sulla crescita della domanda di petrolio per il 2024, in seguito agli attacchi degli Houthi che hanno interrotto il trasporto marittimo nel Mar Rosso, pur rimanendo molto meno ottimista del gruppo di produttori OPEC. L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e l’AIE, che rappresenta i Paesi industrializzati, si sono scontrati negli ultimi anni su questioni quali le prospettive della domanda di petrolio a lungo termine e la necessità di investimenti in nuove forniture.

La domanda mondiale di petrolio aumenterà di 1,3 milioni di barili al giorno nel 2024, ha dichiarato l’AIE nel suo ultimo rapporto, con un aumento di 110.000 rispetto al mese scorso. L’AIE ha previsto un leggero deficit di offerta per quest’anno, dopo che i membri dell’OPEC+ hanno esteso i tagli al secondo trimestre, rispetto a un’eccedenza precedente.

La decisione dell’Opec+ di estendere i tagli

L’OPEC+ ha concordato di prolungare i tagli all’offerta di petrolio, attualmente in vigore, fino alla fine del secondo trimestre. Una mossa attesa dal mercato e finalizzata a sostenere i prezzi, evitando un eccesso di offerta. Le riduzioni dell’offerta, che sulla carta ammontano a circa 2 milioni di barili al giorno, rimarranno in vigore fino alla fine di giugno. L’Arabia Saudita continuerà a svolgere un ruolo primario, con una riduzione promessa di 1 milione di barili. La Russia, invece, si è impegnata a rafforzare il proprio ruolo, concentrarsi più sui tagli alla produzione piuttosto che alle esportazioni.

Il gruppo ha inoltre precisato che i volumi di offerta verranno ripristinati gradualmente, in base alle condizioni di mercato. I trader e gli analisti avevano ampiamente previsto l’estensione dei tagli, considerandola necessaria per compensare una pausa stagionale nel consumo mondiale di combustibili e l’aumento della produzione da parte di diversi Paesi al di fuori dell’OPEC+, in particolare gli Usa. A tutto ciò si aggiunge l’incerta prospettiva economica della Cina, che suggerisce ulteriore cautela.

Intanto, dai dati preliminari sulla produzione OPEC di febbraio emerge un lieve aumento dell’output, in concomitanza con la ripresa delle attività nel maggiore giacimento della Libia. Inoltre, alcuni produttori hanno pompato più petrolio rispetto ai limiti concordati, contribuendo ad aumentare la produzione totale. Secondo Bloomberg, l’offerta dell’OPEC è cresciuta di 0,1 milioni di barili/giorno su base mensile, raggiungendo i 26,7 mb/g. La Libia ha registrato un incremento di 120 milioni di barili (+11,2%) a 1,14 mb/g, seguita dalla Nigeria (+2% a 1,52 mb/g). Iraq ed Emirati Arabi Uniti hanno prodotto complessivamente quasi 400 mb/g oltre i limiti stabiliti a febbraio.

Rendimento annuo dell’11,4% con barriera premio al 50%

Un modo alternativo di investire sul settore petrolifero è quello di utilizzare i certificati d’investimento, come i nuovi Low Barrier Cash Collect Callable targati BNP Paribas, disponibili sul SeDeX di Borsa Italiana. Questi Certificate di durata triennale (con scadenza fissata il 22 marzo 2027) sono strutturati su panieri Worst Of di azioni, offrono potenziali premi mensili con effetto memoria tra lo 0,70% (8,40% p.a.) e l’1,40% (16,80% p.a.), con barriere premio e a scadenza che coincidono, poiché fissate entrambe fino al 30% del valore iniziale dei sottostanti.

La nuova emissione ha dunque l’obiettivo di generare rendimento per gli investitori in contesti di mercato rialzisti, laterali o anche ribassisti, purché i cali siano contenuti entro i livelli barriera. A questo proposito, i Low Barrier Cash Collect Callable si caratterizzano per la profondità delle barriere (fino al 30%, ovvero proteggono per ribassi fino al -70% dei sottostanti), permettendo così di ampliare le possibilità di rendimento e protezione a scadenza anche in caso di andamento ribassista dei mercati azionari. A questa caratteristica, particolarmente apprezzata dagli investitori in situazioni di mercati incerti come quelli attuali, si coniuga la possibilità di rimborso anticipato a discrezione di BNP Paribas: una peculiarità solitamente tipica dei bond, che permette all’emittente francese di offrire rendimenti particolarmente attraenti.

I panieri dei 20 certificati della nuova serie sono costruiti per permettere all’investitore di prendere posizione tramite un unico strumento su alcune tra le più importanti realtà finanziarie ed industriali italiane e internazionali, seguendo un approccio tematico e consentendo di puntare sui titoli di diversi comparti economici. Tra questi troviamo anche il Certificate (ISIN NLBNPIT20UQ5) per prendere posizione sul settore petrolifero costruito sul paniere composto da Repsol, Glencore, Devon Energy e Halliburton. Il prodotto pagherà un premio mensile pari allo 0,95% dell’importo nozionale (ovvero 0,95 euro, pari al 11,4% annuo) ad ogni data di valutazione intermedia in cui il valore delle azioni sottostanti è maggiore o uguale al livello barriera premio, posto al 50%. Inoltre, tutte le cedole sono dotate di effetto memoria, un meccanismo che permette all’investitore di ricevere, a una data di valutazione mensile, un premio cumulativo comprendente tutte le cedole non pagate precedentemente, se a tale data di valutazione sono soddisfatte le condizioni per ricevere il premio.

La Callability e scenari a scadenza

La particolarità di questa emissione è data dalla Callability che consente a BNP Paribas (l’emittente), a partire dal nono mese di vita (dicembre 2024), di richiamare anticipatamente i Certificate rimborsando il 100% dell’importo nozionale (100 euro). Questa emissione si differenzia dunque dalle precedenti emissioni di Low Barrier che prevedevano la scadenza anticipata qualora, nelle date di valutazione intermedie, tutti i sottostanti fossero al di sopra del loro rispettivo valore iniziale. Infatti, in questo caso, la Callability rappresenta una facoltà dell’emittente, a prescindere dall’andamento delle azioni sottostanti. Il preavviso è di almeno tre giorni lavorativi prima della corrispondente data di rimborso anticipato.

Quando e se il certificate giungerà a scadenza (22 marzo 2027), si prospettano due possibili scenari:

  1. se la quotazione di tutte le azioni è pari o superiore al livello barriera a scadenza (50% del valore iniziale dei sottostanti), il Certificate rimborsa l’importo nozionale (100 euro) più il premio (0,95 euro) con effetto memoria;
  2. se la quotazione di almeno uno dei sottostanti è inferiore al livello barriera a scadenza (50% del valore iniziale dei sottostanti), il Certificate paga un importo commisurato alla performance dell’azione peggiore (con conseguente perdita, parziale o totale, del capitale investito).

Di seguito le analisi di scenario a scadenza:

Infine, il certificato è dotato di opzione Quanto che lo rende immune dall’oscillazione del cambio tra l’euro, il dollaro Usa (la valuta dei sottostanti Devon Energy e Halliburton) e la sterlina inglese (la valuta del sottostante Glencore), neutralizzando il relativo rischio.

I giudizi degli analisti sui titoli del paniere

Il consensus raccolto da Bloomberg sui quattro titoli del paniere, che riportiamo nella tabella qui sopra, è sostanzialmente positivo. Su Repsol, Glencore, Devon Energy e Halliburton prevalgono le raccomandazione di acquisto (buy), la restante parte suggerisce di mantenere la azioni in portafoglio (hold) e solo 1 analista su Repsol dice di vendere (sell). Inoltre, il target price medio indica che attualmente questi quattro titoli appaiono ancora sotto-prezzati e dai quali gli analisti si aspettano potenziali upside tra il 10% e il 22% entro i prossimi 12 mesi.

Questo rende i sottostanti del paniere idonei a strategie con un Certificate Low Barrier Cash Collect Callable, ovvero per chi ha una visione laterale o moderatamente rialzista di un determinato settore (in questo caso il settore petrolifero). Questi certificati offrono all’investitore sia la possibilità di ricevere premi mensili anche nel caso di andamento negativo del sottostante, sia di cavalcare l’andamento rialzista dei mercati azionari, per ottenere un rendimento interessante al momento della Callability a facoltà dell’Emittente oppure alla fine della vita del prodotto (marzo 2027).

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