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La banca per un mondo che cambia

Agosto bollente per i mercati azionari surriscaldati dalle tensioni commerciali Usa-Cina

Sono stati giorni molto “caldi” quelli appena archiviati dai mercati azionari internazionali. A pesare sui listini di mezzo mondo sono state le nuove tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina a cui ha seguito il rischio crisi di governo in Italia. Il risultato è stato un terreno molto fertile per i trader più dinamici in certificati grazie a una volatilità vivace esibita dalle quotazioni degli asset azionari.

Il tema più importante è stato l’aumento delle pressioni sul commercio globale. In risposta a un tweet del presidente Usa Donald Trump in cui ha annunciato nuovi su 300 miliardi di dollari di beni cinesi a partire da settembre, la Cina ha in un primo momento deciso di bloccare le importazioni di prodotti agricoli statunitensi e ha poi consentito la svalutazione dello yuan contro il dollaro. Il cambio è sceso sotto la soglia dei 7 renmimbi per dollaro, sui minimi da 11 anni. L’azione delle autorità cinesi ha fatto calare la valuta al livello più basso dalla crisi finanziaria globale. La Casa Bianca non ha certo attenuato il suo pressing e valutando di rimandare la decisione in merito alla concessione di licenze alle aziende tecnologiche statunitensi per consentire loro di tornare a fare affari con la cinese Huawei. Mantenere l’ancoraggio della divisa era visto come una prerogativa chiave per un qualsiasi successo nei negoziati commerciali tra le due super potenze economiche, e così diversi analisti ritengono un accordo commerciale improbabile nel breve termine.

Oltre ai temi internazionali, Piazza Affari è stata vivacizzata dalle tensioni politiche interne ma anche dalla forte volatilità che ha caratterizzato i titoli bancari, agitati da una serie di trimestrali contrastanti. All’accoglienza negativa da parte del mercato dei risultati di Unicredit ha riposto una forte attenzione positiva per i numeri di Banco Bpm. Tutto il comparto è poi finito in difficoltà per l’improvviso surriscaldamento dello spread Btp-Bund.

In questo contesto i trader hanno apprezzato i certificati legati al Ftse Mib. Il più scambiato nell’ultimo periodo è risultato il Turbo Short (Isin NL0013408669) con scadenza breve, prevista per il 20 settembre 2019. Il prodotto presenta una leva attorno a 9 in virtù di un livello strike, coincidente a livello di Knock Out, a 22.500 punti. Sulla stessa scadenza, ma in ottica rialzista ha raccolto volumi importanti il Turbo Long (Isin NL0013408578) con Strike 19.500 e leva arrivata fino intorno a quota 20. Su scadenze più lunghe è stato invece premiato pur con pochi scambi ma con volumi complessivi elevati il Turbo Short (Isin NL0013492291) caratterizzato da ultimo giorno di negoziazione il 17 dicembre 2019.

Le crescenti fluttuazioni delle Borse americane hanno invece esaltato le negoziazioni sul certificato Turbo Short (Isin NL0013493356) legato al Nasdaq 100. Il prodotto, con scadenza 18 dicembre 2019, ha un livello di Knock Out a 8.250 e di conseguenza negli ultimi giorni ha visto la leva posizionarsi intono a 13.

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