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La banca per un mondo che cambia

Wall Street vola su nuovi record storici in scia alle parole di Powell

L’ultima settimana è stata all’insegna degli acquisti per i principali mercati mondiali con Wall Street che ha raggiunto nuovi massimi storici, tra segnali di un possibile taglio dei tassi da parte della Federa Reserve. Per la prima volta in assoluto il Dow Jones ha toccato quota 27mila punti, confermando il trend da primato della borsa americana. Anche l’indice S&P500 ha toccato quota 3.000 punti, per la seconda volta in due giorni.

A sostenere gli indici di Wall Street le parole “dovish” (colomba) di Jerome Powell. Nel suo discorso alla Camera Usa, il numero uno della Fed ha confermato la necessità di un taglio dei tassi per risollevare i fondamentali dell'economia americana. Gli investitori ora scommettono sempre di più sui tagli dei tassi da parte della Fed nella riunione di fine mese.

L’euforia si propaga anche sui listini europei galvanizzati anche dagli ultimi verbali della riunione di giugno, da cui è emerso che l'istituto di Francoforte è “determinato ad agire”. “Il Consiglio direttivo deve essere pronto e preparato ad allentare ulteriormente la politica monetaria, adeguando tutti gli strumenti per raggiungere il target di stabilità dei prezzi”, si legge nelle minute. Tra le possibili misure da prendere in considerazione la possibilità di riprendere l'acquisto di bond e di abbassare i tassi. Il prossimo meeting della Bce è fissato per il prossimo 25 luglio.

Sul tema commerciale, continuano i colloqui telefonici tra Stati Uniti e Cina con il Segretario del Tesoro USA, Steven Mnuchin, ed il rappresentante per il commercio, Robert Lighthizer, che potrebbero recarsi a Pechino “a breve”. Nel frattempo, il consulente economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, ha dichiarato che sono in corso anche i colloqui con l'Unione Europea per portare avanti un accordo commerciale.

In tale scenario, i trader hanno preferito operazioni di breve, tramite l’uso di prodotti a leva prevalentemente su indici azionari e singoli titoli. Il certificato più scambiato è stato il Turbo Short sul FTSE MIB con 180 contratti e circa 1,1 milioni di euro di controvalore. Il certificato, con ISIN NL0013408669 e Strike a 22.500 punti, mostra una leva importante di 42,70 volte e distanza dal Knock Out di circa l’1,3%. La scadenza è il 20 settembre 2019.

Molto utilizzato anche il Turbo Long sul FTSE MIB (ISIN: NL0013643182) con leva vicina alle 15 volte e una distanza dal Knock Out del 6,5%. Strike a 20.750 punti e scadenza il 20 settembre 2019. Ammonta a oltre 691 mila euro il controvalore scambiato su questo prodotto, per un totale di 122 contratti.

Infine, molto apprezzato anche il Turbo Short su ENI (ISIN: NL0013644180) che ha una leva di 3,6 volte e una distanza dal Knock Out del 25,2%. Strike a 18,6 euro e scadenza il 20 dicembre 2019. Il controvalore è di circa 545 mila euro, con 17 contratti.

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