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Investimenti
La banca per un mondo che cambia

Prosegue il rimbalzo degli indici internazionali

Ottava altalenante quella appena trascorsa sui mercati internazionali anche se nel complesso prosegue il recupero avviato ad inizio anno.

La settimana dei mercati infatti è cominciata male in scia ai dati cinesi sulla bilancia commerciale negativi, che ha di fatto riproposto il tema dell’indebolimento globale dell’economia. Timori superati poi nel corso dei cinque giorni grazie all’intervento del governo cinese che si è detto pronto a lanciare manovre espansive nella forma di incremento ai tagli alle tasse. Anche l’Europa non ha di certo esibito dati macroeconomici positivi. La produzione industriale europea infatti è stata nettamente sotto le attese. La Germania inoltre, locomotiva del Vecchio continente, ha esibito una crescita del Pil 2018 salito al ritmo più basso degli ultimi 5 anni.

Sicuramente però l’evento più importante della settimana è stato il voto al parlamento britannico in materia di Brexit. Bocciata la proposta d’accordo che la Premier May ha siglato con l’Unione Europea. La reazione dei mercati e della sterlina però sono stati contenuti, essendo stati già scontati dal mercato. La situazione dunque si è complicata ulteriormente e si aprono diverse possibilità. Unica nota positiva: la May ha superato il voto di sfiducia alla camera. La premier britannica ora si rimetterà al lavoro per cercare un nuovo accordo e allontanare lo spauracchio del 29 marzo, quando il Regno Unito, senza un'uscita concordata con l'Ue, verrebbe brutalmente sbalzata fuori dall'Unione, con conseguenze economiche e commerciali potenzialmente gravissime.

La settimana poi si è conclusa sulla notizia positiva riguardo alle trattative Cina-USA. A sostenere gli scambi le indiscrezioni di progressi nelle trattative commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina. Secondo i rumor, l’amministrazione Usa starebbe valutando la possibilità di ridurre i dazi imposti contro la Cina. Stando alle indiscrezioni del Wall Street Journal, il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin avrebbe proposto infatti di eliminare tutte o parte delle tariffe imposte contro Pechino, al fine di ottenere maggiori concessioni dalla controparte cinese.

In tale contesto gli investitori in certificati hanno deciso di premiare due certificati d’investimento. Infatti il double cash collect su ENEL e il Cash Collect su Intesa Sanpaolo, sono stati i prodotti più scambiati. Il primo, con ISIN NL0012324065, è un prodotto che consente di ottenere premi nelle date di valutazione semestrali anche nel caso in cui l’azione o l’indice sottostante abbia perso terreno, ma la sua quotazione sia superiore o pari al livello barriera. In più, l’investitore riceverà il valore nominale più il premio raddoppiato qualora il sottostante quoti a un valore superiore o pari al valore iniziale. La data di scadenza è il 26/01/2021 e la distanza dalla barriera ben oltre il 45%. Prossima data di osservazione 28 gennaio 2019 (4 febbraio 2019 la data di pagamento). Nel caso del certificato su sottostante ENEL, il premio pagato sarà di 2 o 4 euro a certificato, a seconda che il valore del sottostante nella data di valutazione sia tra la barriera e il valore iniziale (2 euro), piuttosto che maggiore o uguale al valore iniziale (4 euro). Il certificato ha scambiato 52 contratti per un controvalore di quasi 1 milione. Molto apprezzato anche il cash collect su Intesa Sanpaolo (ISIN NL0013142763) con 69 pezzi scambiati e 700 mila euro di controvalore.

Tra i prodotti a leva invece i più scambiati sono stati il Turbo Long sul DAX (ISIN NL0013038540) e il Mini Future su FCA (ISIN NL0012877542). Il primo, con scadenza 19 giugno 2019, ha strike a 9.500 punti e una distanza dalla barriera dunque del 13,82%. La leva è intorno alle 7 volte. Il secondo, con sottostante appunto FCA, è un Mini Long con strike a 10,96 euro e knock out a 11,28 euro (distanza dalla barriera del 23% circa). La scadenza è il 19 dicembre 2025 e la leva intorno alle 4 volte.