Market timing: La fornitura di gas al centro della crisi energetica

07/02/2022 · Prodotto da T-Finance

Uno dei temi più dibattuti ad inizio 2022 riguarda la controversa ed intricata questione riguardante la crisi energetica. L’Europa è infatti l’epicentro di una crisi energetica dalle proporzioni ormai globali, scaturita dal risultato di una serie di fattori tutti tra loro interconnessi. il gas è ancora una delle principali fonti energetiche da cui dipende ancora il funzionamento della nostra società e nell’ultimo anno il suo prezzo è aumentato a dismisura, con un rialzo di quasi il 500% tra gennaio a dicembre 2021. l’aumento del costo del gas è dovuto fondamentalmente ad uno squilibrio tra domanda e offerta sui mercati internazionali. Alla base della crisi energetica ci sarebbe la forte ripresa dell’economia globale, infatti, dopo i primi lockdown la ripartenza ha richiesto di colpo un’enorme quantità di energia. Il mix meteo sfavorevole e ripresa economica ha portato a usare quanto più gas e petrolio possibile nell’immediato e ad immagazzinare poche riserve in vista dell’inverno in corso. Ad oggi una delle principali infrastrutture che porta gas in Europa è il gasdotto sottomarino Nord Stream che va dalla Russia alla Germania. Recentemente è stato concluso il suo raddoppio, chiamato Nord Stream 2, ma pur essendo pronto ad entrare in funzione, l’opera è stata bloccata per una serie di questioni burocratiche, politiche e geopolitiche. Il blocco del gasdotto ha avuto come conseguenza l’aumento dei prezzi da parte della Russia, oltre che una riduzione delle forniture verso l’Europa, favorendo al contempo le esportazioni verso la Cina. Intanto nelle ultime settimane è diventata sempre più critica la situazione tra Ucraina e Russia, con quest’ultima che minaccia un’invasione. Secondo gli ultimi dati eurostat disponibili, nel 2019 l’Unione Europea importava il 41% del suo gas naturale dalla Russia. Se il governo russo decidesse come rappresaglia di interrompere le forniture di gas, in risposta ad uno scontro politico o addirittura militare con l’Europa, le conseguenze sarebbero serie. La situazione attuale sta già avendo pesanti ripercussioni sui prezzi delle bollette e secondo l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) gli aumenti saranno del 55% per la luce, mentre del 43% per il gas. Un modo alternativo di investire sulle aziende protagoniste del settore energetico è utilizzando i certificati d’investimento emessi da BNP Paribas su panieri di azioni di società attive in tale comparto.

 

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