Le tensioni in Ucraina spaventano le borse

21/02/2022 · Prodotto da T-Finance

Quella passata è stata una settimana negativa per le principali piazze finanziarie, dove continuano a pesare le crescenti tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina. L’aumento delle possibilità di un’invasione russa ha scatenato decise vendite sui mercati, che sono state solo parzialmente riassorbite dopo alcune notizie, non ancora confermate, di un ritiro di alcune truppe russe in patria. In questo turbolento contesto sono saliti i beni rifugio come l’oro, che si è avvicinato al tetto dei 1900 dollari l’oncia, bene anche il bund tedesco e il treasury americano, il cui decennale è tornato sotto la soglia del 2%. L’attenzione degli investitori è concentrata sulle prossime mosse dei banchieri centrali che per frenare l’inflazione potrebbero annunciare strette di politica monetaria più severe del previsto. Nella scorsa settimana sono stati pubblicati anche i verbali dell’ultimo meeting di gennaio della Fed, che sono stati accolti con favore dagli investitori in quanto non sono emerse particolari sorprese, ma solo la conferma della volontà della Banca di procedere quanto prima con l’aumento dei tassi e con la riduzione del bilancio. Anche la Bce è preoccupata che l’inflazione dell’Eurozona continui a salire per tutto il 2022 con gli investitori che temono un aumento dei tassi a partire dalla seconda metà di quest’anno. Sul fronte macro, il Pil europeo è salito del 4,6% su base annua nel quarto trimestre 2021, mentre la commissione europea stima una crescita del 4% per il 2022. Questa settimana sarà più corta del normale negli Usa a causa della chiusura odierna dei mercati per il Presidents’ Day. L’attenzione sarà ancora rivolta alle evoluzioni sul fronte geopolitico ed in particolare all’incontro tra il Segretario di Stato Usa, Blinken, ed il Ministro degli Esteri russo, Lavrov, per cercare di trovare una mediazione tra le parti viste le recenti tensioni sul tema Ucraina. Sul fronte macro, da monitorare i dati sui PMI manifatturiero e servizi (Eurozona oggi e Usa domani). Proseguono, infine, i discorsi dei vari banchieri centrali.

 

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