AI, Data Center ed Energia

I data center per l’AI fanno impennare la domanda globale di energia

13/11/2025 · FOL

La diffusione dell’intelligenza artificiale richiede una quantità di energia sempre maggiore per alimentare i data center, previsti in aumento da 5.700 a 8.400 entro il 2030. Il crescente fabbisogno di potenza sta spingendo molte società a investire nella produzione, nella trasmissione e nello stoccaggio di energia, per gestire in maniera efficiente consumi e costi. Nel lungo termine, tra i beneficiari del megatrend AI potrebbero dunque emergere utility, operatori di infrastrutture critiche e aziende che operano nel settore dell’uranio e nel nucleare.

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Per garantire forniture stabili e carbon-free ai data center cresce l’interesse verso il nucleare, tramite la riapertura di impianti già esistenti e lo sviluppo di reattori modulari di piccola taglia (SMR). Non a caso, molti giganti della tecnologia di Wall Street come Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta Platforms, ma anche Palantir ed Equinix, hanno già stipulato accordi per ottenere energia pulita e affidabile con cui alimentare i carichi di lavoro richiesti dall’AI. Da monitorare aziende come Cameco e Uranium Energy, tra i maggiori produttori di uranio al mondo. Focus anche su Constellation Energy, la startup Oklo e GE Vernova (spin-off di General Electric)

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Più fonti di energia per sostenere AI e data center

L’intelligenza artificiale è oggi uno dei maggiori motori di domanda energetica al mondo. Negli Usa, ad oggi, assorbe il 4,5% della produzione elettrica nazionale, pari a 20 milioni di abitazioni o ai consumi totali della Spagna. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel 2026 i data center globali consumeranno oltre 1.000 terawattora (TWh), pari all’intero fabbisogno elettrico del Giappone e McKinsey stima che entro il 2050 i consumi dei data center raggiungeranno i 4.480 TWh, il 17% della domanda globale. Questa espansione impone investimenti soprattutto su tre direttrici: ottimizzazione dei data center, generazione elettrica e modernizzazione della rete. Senza progressi sull’efficienza, il consumo energetico del settore rischia di diventare insostenibile in meno di dieci anni, sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello economico.

 

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