Stagione Utili a Wall Street

Big Usa, il calendario delle trimestrali

10/04/2026 · FOL

La stagione delle trimestrali è alle porte a Wall Street. Da metà aprile i conti del primo trimestre 2026 entrano nel vivo, offrendo un test sulla tenuta degli utili in un contesto dominato dalle tensioni geopolitiche. Il focus degli operatori resta orientato sull’impatto dei rischi globali sulla redditività delle aziende Usa, alle prese con il rialzo dei costi energetici, pressioni inflazionistiche, un mutato quadro delle aspettative sui tassi e crescenti dubbi sulla tenuta della domanda dei consumatori.

I colossi bancari Usa aprono l’earnings season. Si parte il 13 aprile con i risultati di Goldman Sachs, il 14 aprile tocca a JPMorgan, Wells Fargo e Citigroup ma anche all’asset manager BlackRock. Si prosegue il 15 aprile con Bank of America e Morgan Stanley. Spazio poi ai numeri di Netflix (16 aprile) che arrivano dopo il mancato deal con Warner Bros, e a quelli di Tesla in uscita il 22 aprile.

 Nelle settimane successive focus sul mondo tech. In calendario il 24 aprile la trimestrale di Alphabet*, poi quelle di Meta, Microsoft* e di Apple (30 aprile) e quella di Amazon* (1° maggio). Il 20 maggio spetta a Nvidia, che pubblica i conti finanziari del primo trimestre dell'esercizio fiscale 2027.

*Calendario Bloomberg, date ancora da confermare da parte delle società

Utili visti in crescita, focus su guidance

Secondo FactSet, la crescita degli utili delle società dell’S&P 500 è prevista al ritmo del 13,2% nel primo trimestre 2026 rispetto al 12,8% stimato a fine 2025. Se il dato venisse confermato, si tratterebbe del sesto trimestre consecutivo di aumenti a doppia cifra. La debolezza del dollaro Usa vista a inizio 2026, unita alla forte concentrazione dei listini nei titoli tech, continuano a spingere al rialzo le aspettative sugli utili, ma il nodo valutazioni resta aperto (con un P/E forward pari a 19,8). Focus anche sulla guidance: outlook cauti rischiano di offuscare trimestrali robuste.

 

Wall Street si avvicina alle trimestrali con il fiato corto

Wall Street si presenta alla prossima earnings season in una fase di correzione che, pur mantenendo un’impostazione ancora ordinata, segnala un evidente deterioramento del sentiment rispetto ai massimi infrannuali. L’S&P 500 resta il riferimento chiave: il ribasso di circa il 5% dai top si inserisce in un contesto di volatilità e in un range volumetrico delimitato tra i 6.700-6.150 punti. Più debole il Nasdaq, in calo del 7% dai massimi, confermando come la componente growth e tecnologica continui a essere la più esposta nelle fasi di avversione al rischio. Sullo stesso ordine di grandezza il Dow Jones, anch’esso a circa -8% dai picchi, dato che suggerisce come anche il paniere più difensivo e industriale non sia riuscito finora a offrire una vera funzione “rifugio”. Più sfumata la lettura del Russell 2000, con il calo del 6,5% dai massimi che mantiene fragile il quadro delle small cap, ma la performance YTD positiva introduce una prima divergenza da monitorare. Nel breve, molto dipenderà dall’evoluzione geopolitica e dall’avvio della stagione degli utili: parte del rischio legato alla guerra in Iran sembra già riflesso nei prezzi, ma non è detto che il mercato abbia ancora scontato pienamente l’impatto su conti e guidance.

 

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