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Sei mesi di premi garantiti

Nuova emissione di certificati per Bnp Paribas, che ha quotato sul SeDeX una nuova tranche di «6 Premi Fissi Cash Collect Callable», confermando una particolare predilezione per gli strumenti che prevedono il pagamento di importi periodici, da tempo tra i più apprezzati anche dagli investitori.
Caratteristiche dei certificati Cash Collect Callable
Nello specifico di questa serie, la gamma vanta un particolare appeal in termini di rendimento potenziale grazie alla presenza dell’opzione “callable”, che identifica una facoltà discrezionale riservata all’emittente: concretamente, questa facoltà offre a Bnp Paribas la possibilità di richiamare i prodotti in anticipo rispetto alla loro scadenza naturale, in corrispondenza di alcune date prefissate e con un preavviso di almeno 3 giorni lavorativi. Non si tratta un esercizio anticipato automatico, vincolato al rispetto da parte dei sottostanti di una particolare condizione di mercato, ma dipende da una decisione unilaterale dell’emittente, svincolata da qualunque condizione accessoria.
Entrando un po’ più nello specifico della serie appena quotata, comprende 15 certificati su altrettanti panieri di tipo «Worst of». La scadenza è quadriennale (15 gennaio 2030), mentre la facoltà di richiamo anticipato si attiverà a partire dalla fine primo semestre (14 luglio 2026) e avrà una cadenza mensile.
Premi periodici: fissi e condizionati
Già dal prossimo 26 febbraio ogni certificato potrà inoltre pagare un premio periodico compreso tra lo 0,83% (9,96% p.a.) e l’1,45% lordo (17,40% p.a.) dell’Importo Nozionale, che sarà corrisposto anch’esso con cadenza mensile. Per i primi sei mesi questi importi saranno di tipo incondizionato, da cui la dicitura “6 Premi Fissi”, e saranno saranno pagati indipendentemente dallo scenario di mercato, mentre dal settimo mese (14 agosto 2026) dovranno sottostare al rispetto di un livello Barriera posto al 40%, 45%, 50%, 55% o 60% dello strike, a seconda dello strumento: ciò significa che gli importi saranno pagati solo se nessuno dei sottostanti del paniere di riferimento chiuderà al di sotto del livello prefissato. Al contrario, il premio non sarà pagato, ma verrà comunque accantonato per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, grazie all’Effetto Memoria, quando la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata.
Cosa succede alla scadenza?
A scadenza, quindi in caso di mancato richiamo anticipato da parte dell’Emittente, il capitale iniziale sarà infine protetto anch’esso fino a un limite di perdita massima compreso tra il 40% e il 60%, a seconda dello strumento. Nel concreto, alla data di valutazione finale potranno quindi verificarsi due scenari alternativi: a) se nessuno dei titoli avrà ceduto la barriera, il certificato sarà liquidato al suo importo nozionale (100 euro) e pagherà l’ultimo premio di competenza più quelli eventualmente in memoria; b) se anche uno solo dei sottostanti coinvolti chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la perdita del titolo peggiore e non pagherà alcun premio finale.
Un esempio pratico: il certificato sui titoli bancari
A titolo di esempio, si consideri il certificato sui quattro titoli bancari domestici Banca Mps, Fineco, Bper Banca e UniCredit (Isin NLBNPIT30101), che ha una barriera posta al 60% dello strike: ciò significa che i quattro sottostanti potranno perdere fino al 40% dal rispettivo valore iniziale senza mettere in discussione la protezione condizionata del valore nominale. La barriera è inoltre di tipo discreto e avrà quindi un impatto effettivo solo a scadenza, per quanto riguarda la protezione del capitale, mentre inciderà sull’effettivo incasso dei premi mensili a partire dal settimo mese. A fronte di questa efficienza in termini di gestione del rischio, il rendimento potenziale è comunque appetibile e si attesta al 15,60% lordo annuo, figlio di un premio mensile pari all’1,30% lordo dell’importo nozionale. (riproduzione riservata)
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